Gagliolo: «Gli aperitivi il segreto del Carpi Modello Empoli in A»
Manca poco meno di una settimana all’inizio della nuova stagione, la prima per il Carpi nel campionato di serie A. I giocatori biancorossi stanno ultimando le meritate vacanze per poi rimettersi a...
Manca poco meno di una settimana all’inizio della nuova stagione, la prima per il Carpi nel campionato di serie A. I giocatori biancorossi stanno ultimando le meritate vacanze per poi rimettersi a disposizione di mister Castori e partire per i due ritiri calendariati dalla società di via Marx. Tra questi anche Riccardo Gagliolo intercettato dalla Gazzetta dello Sport sulle spiagge di Formentera. Il duttile difensore ligure ripercorre l’ultima grandiosa stagione e punta inevitabilmente il mirino su quella, altrettanto grandiosa, che attende il Carpi. Si inizia, dunque, dalla vittoria della serie B e dagli ingredienti che hanno portato i biancorossi alla promozione: «Mister Castori è parte integrante del gruppo, anzi è il gruppo stesso. Un uomo vero che sa preparare alla grande le partite e che dice sempre le cose in faccia. Sa come gestire uno spogliatoio e spesso è venuto con noi agli aperitivi del mercoledì in un bar di Carpi frequentato anche dai tifosi. Dopo una vittoria erano proprio loro ad offrire, nella scorsa stagione hanno pagato parecchio…» Quindi la serie A: «E’ inutile negare che il sogno sarebbe quello di ripercorre le orme dell’Empoli che nella passato campionato ha fatto vedere ottime cose. Credo che cercheremo di non snaturarci più di tanto mantenendo quelle che sono le nostre caratteristiche principali, modulo in primis». Per Gagliolo si conclude un percorso iniziato sui campi di Eccellenza e Promozione: «Mi sarebbe piaciuto marcare Tevez anche perché sono nato juventino. Ora comunque mi dovrò preoccupare di Morata, il mio procuratore dice che è il più forte di tutti e sono curioso di vederlo dal vivo. Soffro gli attaccanti veloci e la scorsa stagione sono andato in difficoltà con Melchiorri del Pescara (che è stato vicinissimo al Carpi, ndr). Mentre con i centravanti di stazza, da marcatore quale sono, me la cavo decisamente meglio».
Enrico Ballotti
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