Il Carpi scopre la serie A, ma si salva con onore
L'Inter è superiore, ma Lasagna recupera Palacio. Poi lo scatto neroazzurro per il 4-1, poi segna Matos. Castori contento, Markovic convince
La giornata del Carpi va ben oltre al risultato, oltre la prima sgambata e pure oltre le difficoltà al cospetto di un avversario di assoluto valore e di certo più rodato. Della prima amichevole estiva restano alcune indicazioni per il duo Castori-Sogliano e soprattutto resta il pre-partita. Quando il compatto e gremito “stadietto” di Riscone tributa un applauso ai biancorossi: “Benvenuti in serie A” grida lo speaker, con un lungo battimani rispondo i tifosi nerazzurri. E i sostenitori biancorossi? Si godono il momento, si godono un assaggio di quello che comunque sarà un campionato di prime volte e celebrazioni. La partita, a questo punto, sembra già essere in secondo piano ed invece non può essere così. Come dicevamo c’è da preparare una stagione e nonostante l’impegno sia proibitivo visti anche i carichi di lavoro imposti da Nuti, i biancorossi devono iniziare a rodare i meccanismi.
IL PRIMO CARPI
La formazione-pilota schierata da mister Castori è praticamente un fac-simile di quella vista all’opera nel campionato passato. L’unica novità è in porta dove c’è da registrare l’esordio assoluto di Francesco Benussi. Non ci può ovviamente essere Gabriel, sogno del mercato carpigiano, già da ieri si allena con i nuovi compagni del Napoli. Il pacchetto arretrato si recita quasi a memoria: Poli, Romagnoli, Gagliolo, Letizia. Stesso discorso per l’attacco e per il centrocampo. In mezzo ci sono Pasciuti, Porcari, Bianco e Di Gaudio, mentre davanti Mbakogu (per lui vetrina importante) e Lasagna non sono certo una novità.
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LA DURA LEGGE
Ai nerazzurri servono tre giri di lancetta per mettere le cose in chiaro. La palla arriva a Palacio che non dà scampo al diretto marcatore e trova pure lo spazio per infilare Benussi. Il Carpi, comprensibilmente, accusa il colpo e i primi minuti sono una sofferenza. A farla da padrone è l’Inter che recupera a centrocampo con un tentacolare Kondogbia, all’esordio in nerazzurro, e sa fare male con il trio formato dallo stesso Palacio oltre che da Hernanes e Icardi. La prima verticalizzazione biancorossa, la giocata che ha tanto contribuito alla promozione, si registra introno al 20’. Protagonista Mbakogu che va spalla a spalla con Juan Jesus prima di essere anticipato da Handanovic.
L’INTERISTA NON BASTA
Attenzione però perché il Carpi, nonostante le difficoltà, è in grado di fare comunque male. Fa le prove Mbakogu che con un velenoso tiro-cross costringe Ranocchia al quasi autogol. Poco dopo è il turno di Lasagna che tra l’altro è un interista doc. KL15 si trova un pallone tra i piedi in piena aerea di rigore e, nonostante l’uscita disperata di Handanovic, trova la via della rete. E’ il primo gol ufficiale della stagione, la prima gioia per i tifosi biancorossi. L’entusiasmo dura però poco perché bisogna fare i conti con il trio là davanti, quello che veste la maglia nerazzurra ovviamente. Palacio pennella per Icardi che indisturbato insacca di testa: 2-1. Poco dopo è il turno di Hernanes prima colpisce il palo, poi con una punizione magistrale fissa il risultato sul 3-1 che chiude il primo tempo.
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MATOS-GOL
Pronti via e l’Inter trova la via del quarto gol con Longo. Nemmeno il tempo per vedere le facce nuove in casa biancorossa. In campo ci sono Marrone, il serbo Markovic (in prova) e pure Matos. Il brasiliano, voluto fortemente da Sogliano, riesce pure a segnare la sua prima rete in biancorosso grazie ad un colpo di testa. Non certo la sua giocata preferita, ma che si rivela efficace per il 4-2 finale.
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