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Ecco Borriello: «Carpi, ti darò i gol salvezza»

di Enrico Ballotti
Ecco Borriello: «Carpi, ti darò i gol salvezza»

«Per salvarsi debbo andare in doppia cifra ma soprattutto segnare le reti che contano»

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E alla fine arrivò il giorno di Marco Borriello. Dopo un lungo inseguimento il Carpi ha trovato l’attaccante che cercava e il centravanti napoletano ha trovato la pizza ideale per tornare i auge. Una lunga maratona tra abboccamenti, smentite e controsmentite, che si è risolta con la firma su di un contratto annuale. E pensare che i contatti erano iniziati già dai primi giorni dell’estate: «Questa società - inizia il neo-bomber biancorosso – è stata la prima a cercarmi. Le chiacchierate risalgono addirittura alle ultime battute dello scorso campionato».

Borriello per iniziare è doveroso entrare nel dettaglio nella trattativa che l’ha portata a Carpi.

«Come dicevo è iniziata molto presto. Io però non volevo prendere una decisione affrettata, a 33 anni avevo bisogno di capire alcune cose sul mio futuro. Dovevo trovare le motivazioni giuste per affrontare al meglio un’avventura con una squadra che punta alla salvezza. Solo quando ho sentito le giuste motivazioni ho detto sì a Sogliano».

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E queste motivazioni quali sono?

«Amo questo sport e amo combattere in ogni partita. Ho voglia di rivivere certe emozioni: il gol, gli assist per i compagni, la gioia per una vittoria e perché no anche l’amarezza dopo una sconfitta. Sono qui a Carpi con questo spirito, sento di poter essere protagonista».

Le richieste, crediamo, non sono mancate. Conferma?

«Sì, oltre che con il Carpi ho avuto altri contatti.

Soprattutto con un’altra società di serie A che però mi avrebbe garantito solamente un ruolo da comprimario. Io, come dicevo, volevo essere parte integrante di un progetto. Quello che mi ha offerto il Carpi».

Si è detto di un contratto come testimonial della Gaudì di Bonacini.

«Sono qui per fare l’attaccante e a quello mi dedicherò. Non ho mai sfilato, ma se il patron ha intenzione di farmi una proposta sappia che sono più caro da modello che da calciatore (ride, ndr). A parte gli scherzi: l’unico mio obiettivo è segnare e salvare il Carpi».

L’operazione Borriello-Carpi ricorda molto quella Toni-Verona sempre di marca Sogliano.

«Quando Toni ha fatto quella scelta aveva qualche anno più che me. Comunque ha segnato tanti gol e dunque ben venga questo accostamento. Speriamo porti bene, sarei contento io e lo sarebbe contenta anche al società. Meglio, comunque, pensare al campionato».

Le prime due uscite stagionali non hanno portato punti.

«Ho visto sia la gara con la Sampdoria che quella con l’Inter. All’esordio, forse, la squadra ha pagato la tensione del debutto in un nuovo campionato e in un uno stadio del genere. Contro i nerazzurri, invece, si sono viste buonissime cose e il ko si è rivelato immeritato. Diciamo che la vera serie A per il Carpi inizia a settembre».

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Con un attaccante in più in grado di fornire gol. Quanti?

«Non voglio fare proclami, spero quelli che serviranno per la salvezza. Aggiungo, però, che quando sono stato messo in condizione di fare bene sin dall’inizio, come qui a Carpi, ho sempre raggiunto la doppia cifra. Ecco, la doppia cifra deve essere l’obiettivo del centravanti di una squadra che lotta per mantenere la categoria».

Il tutto anche per dimenticare l’ultima stagione tribolata e magari puntare ad un ritorno in nazionale.

«Mi sono dovuto confrontare con alcuni problemi fisici, ma nelle scelte di Gasperini ero l’attaccante titolare del Genoa. E’ ovvio che alla nazionale ci penso come ci pensano tutti quelli che fanno il mio mestiere. Anche perché sappiamo che con Conte c’è possibilità per tutti. Per fare bene, però, serve continuità».

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E la condizione?

«In estate mi sono allenato, ma ovviamente non aggregato ad una squadra di serie A. Per questo mi mancano un po’ i ritmi, compresi quelli della partita. Sono convito che a breve vedrete il miglior Borriello».

A proposito, qual è il miglior Borriello di sempre?

«Quello di quest’anno…».

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