Belec ha dimenticato le delusioni in Turchia «Carpi piazza ideale»
Il portiere sloveno: «Sogliano mi ha convinto in fretta: qui trovo tanta concorrenza, giocherà chi se lo merita»
Vid Belec arriva a Carpi con un anno di ritardo: il portiere sloveno, oggi 25enne, era infatti già stato nel mirino del Carpi nell'estate del 2014, prima che le vicende del calcio mercato portassero in biancorosso Gabriel e Kelava: «Era venuto a cercarmi in albergo Giuntoli - racconta Belec - ma c'erano alcuni dettagli da sistemare e ormai io avevo già preso la decisione di andare in Turchia».
Un'avventura che si è chiusa in anticipo, dopo un girone di andata giocato da titolare: «In Turchia il calcio sta crescendo, l'ambiente è particolare, diciamo più caldo. Sono tornato a gennaio perché c'è stata qualche situazione che non è piaciuta a me e neppure alla società. Abbiamo parlato e preso insieme la decisione».
Poi, dopo otto mesi la chiamata di Sogliano: «Col direttore sportivo abbiamo deciso velocemente. Mi ha convinto subito con parole semplici dicendo che a Carpi gioca chi merita, chi si allena bene ed è in forma. Sarà il mister a decidere. Non mi era mai successo di giocare in una squadra con tre portieri sullo stesso livello, ma penso che la concorrenza faccia bene e spinga sempre a dare il massimo». Tra lo stesso Belec, Brkic e Benussi al momento è infatti difficile stabilire gerarchie. Deciderà Castori, giornata dopo giornata, sentito il parere dell'allenatore dei portieri Perrone, sul quale lo sloveno spende parole di stima: «Stiamo lavorando bene e penso che avere un preparatore bravo sia ottimo per un portiere giovane come me. Lavoro per crescere ancora. Questo è il mio obiettivo. In Serie A non ho mai giocato e questo è uno stimolo ulteriore per fare il massimo». Il sapore del grande calcio l'ha già assaggiato nell'Inter: «Mi hanno visto durante un torneo con la nazionale giovanile e mi hanno voluto con loro. Quando sono arrivato c'erano grandi portieri: Julio Caeser, Toldo, Orlandoni e anche Castellazzi. Da tutti si cerca di prendere il positivo. Quando Julio è stato all'Inter ha fatto benissimo, e allenandomi prima con lui e poi con Handanovic ho imparato tanto». Tra i pali si descrive così: «Mi piace attaccare la palla ed anche uscire. Me la cavo bene tra i pali e mi piace parlare molto perché credo sia importante anche per rimanere concentrati. Parlando con i compagni vien tutto più facile».
Fabio Garagnani
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