Sogliano: «Tutti zitti, un altro rigore negato al Braglia»
Parla solo il diesse: «Squadra e mister stanchi e nervosi, meglio stare sereni. Ma certi episodi li abbiamo notati»
A metterci la faccia, al termine dalla partita con la Fiorentina, è il direttore sportivo della società, Sean Sogliano. Un silenzio stampa strategico quello del Carpi, forse pensato per evitare guai peggiori a qualche tesserato, a rischio di incorrere in una dichiarazione avventata dettata dalla rabbia del momento.
O semplicemente per dare un po' di serenità ad un ambiente che vede crescere il gioco ma non trova il corrispettivo in classifica.
Così, davanti agli organi di informazione nel post partita si presenta solo il diesse, che ha parole dure e di rammarico: "A me non piace parlare dopo la partita - ha detto Sogliano - ma la squadra ha speso molto e al termine della partita era molto nervosa, compreso l'allenatore. Oggi non meritavamo di perdere, ma questo fa parte del calcio, sono cose che sono sempre accadute, accadono e accadranno.
Non possiamo però non notare che è la seconda partita in casa in cui ci capita un possibile calcio di rigore e non ci viene dato. Anche questo fa parte del calcio ma per una squadra piccola come il Carpi, al primo anno di Serie A, un altro episodio a sfavore rende le cose molto più difficili. Siamo rammaricati perché noi ci stiamo provando. Decidete voi se è sfortuna o altro. Evidentemente abbiamo la nuvola di Fantozzi sulla nostra testa perché a noi, quando capita un episodio dubbio, non lo fischiano mai a favore".
L'episodio incriminato è quello di avvio secondo tempo, con le mani di Bernardeschi che murano la conclusione di Bubnjic. Ovviamente decisivo nell'economia della gara, visto che avrebbe potuto portare al pareggio e cambiare l'equilibrio psicologico del match, con una Fiorentina che era apparsa in grande difficoltà al rientro dagli spogliatoi. Un silenzio stampa che sa di tutela nei confronti della squadra e scalda un Sogliano abitualmente più diplomatico: "Non ce l'ho con gli arbitri. Li conosco tutti e loro conoscono me, ma capite che è difficile dare spiegazioni a ragazzi che hanno dato tutto quello che potevano in campo.
Non voglio fare polemica perché non mi piace, ma oggi mi sembrava giusto non fare parlare nessuno anche perché non possiamo continuare a fare finta di niente". (f.g.)
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