Bunker Carpi, il Napoli non passa
I biancorossi chiudono ogni spazio agli azzurri di Sarri e nel finale tremano su Gabbiadini
MODENA. Ci vuole tanto cuore per resistere agli assalti di uno degli attacchi più forti del campionato. Il Carpi ce lo mette tutto, lo getta oltre l'ostacolo, e alla fine di sette lunghissimi minuti di recupero riesce a conquistare un punto che vale oro in classifica. Il Napoli ci ha provato in tutti i modi, ma senza mai trovare l'accelerazione risolutiva, con un manovra troppo lenta e prevedibile, che il Carpi ha saputo leggere e contenere. Certo, per portare a casa il risultato è servita anche l'imprecisione dei partenopei che hanno sbagliato con cinica regolarità l'ultimo passaggio.
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Finisce senza una vera parata dei tre portieri impiegati nei novanta minuti, con Castori costretto a sostituire Benussi già nel primo tempo per un problema alla coscia. La formazione biancorossa è svelata solo a ridosso della partita e non prevede scossoni rispetto a quella vista contro la Fiorentina. L'ingresso di Mbakogu dà un po'di respiro a Borriello in vista di Roma. Turn over moderato anche per mister Sarri sul fronte opposto: dall'undici escono Callejon e Jorginho ed entrano Martens e Valdifiori. Intoccabile la difesa, che pare aver trovato una sua quadratura. Dal primo minuto anche Hamsik, completamente ristabilito dalla botta subita contro la Lazio. Davanti Higuain alla ricerca del primo gol stagionale fuori casa. Subito divertente la partita, con le due squadre che si sfidano a viso aperto con frequenti ribaltamenti di fronte. Più rapida e in verrticale la manovra dei padroni di casa, più pensata quella del Napoli, che cerca di allargare il gioco insistendo sulle fasce con continui capovolgimenti di fronte e accelerando improvvisamente quando la palla arriva sui piedi del trio avanzato, costantemente supportato dagli inserimenti di Hamsik.
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A trovare i primi varchi sono però i padroni di casa, pericolosi un paio di volte con Mbakogu, alto di poco il cross di Letizia, e con Romagnoli, colpo di testa schiacciato troppo da posizione favorevole. Per vedere il Napoli occorre attendere il 18': la girata di prima intenzione di Hamsik dal limite è tanto improvvisa quanto potente, Benussi non può che guardare la palla perdersi di un soffio oltre la traversa. Al 22' mister Castori è costretto a far scaldare Brkic, perché Benussi avverte un dolore alla coscia. Il numero uno biancorosso stringe i denti ma al 29' capitola e chiede il cambio. Col passare dei minuti i padroni di casa arretrano di qualche metro il baricentro, ma il Napoli non riesce a trovare continuità nella manovra. Quando aumentano i giri del motori sono però dolori. A premere sull'acceleratore è sempre Higuain. Prima servendo Hamsik al limite dell'area piccola, colpo di testa fiacco, poi dialogando con Insigne prima dell'intervento di Romagnoli in scivolata. Una scivolata di Bubnjic su Martens in area chiude le emozioni del primo tempo. Il Napoli rientra in campo col chiaro intento di chiudere la pratica. Spinge avanti i terzini nel tentativo di creare superiorità numerica sulle fasce e costringe il Carpi nella propria metà campo. Zaccardo e compagni giocano però compatti.
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Le linee strettissime consentono di pressare i portatori di palla partenopei che riescono spesso a saltare il primo avversario ma non il secondo che piomba addosso. Hamsik e compagni cercano così sfoghi sulle fasce, ma l'esito non cambia e sono costretti a provarci dalla distanza, senza mai centrare la porta. Quando può, e quando riesce, ci prova anche il Carpi: Letizia dai 20 metri, Reina senza fatica. Si va avanti così, con il Napoli che cerca ossessivamente profondità, la trova occasionalmente a sinistra ma sbaglia scientificamente l'ultimo passaggio. L'ingresso di Jorginho sembra vivacizzare la manovra ma per le emozioni occorre attendere Callajon e Gabbiadini. E' confezionata da loro l'occasione del match: improvvisa verticalizzazione del primo e puntone a lato del secondo solo davanti a Brkic. Callejon va in rete dopo pochi minuti ma l'arbitro annulla su giusta segnalazione del guardalinee. L'ultimo disperato tentativo dai venti metri è di Gabbiadini e finisce ancora alto. Zaccardo al 97' sfiora addirittura il colpaccio con un destro sugli sviluppi di un calcio d'angolo, ma forse sarebbe stato troppo.
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