Epilogo scontato ma già scritto dopo la partenza di Giuntoli
Sei giornate sono poche. Specie se devi affrontare un calendario come quello che il destino ha messo sulla strada del Carpi. Ma il calcio e la riconoscenza sono due entità distinte e separate. Non...
Sei giornate sono poche. Specie se devi affrontare un calendario come quello che il destino ha messo sulla strada del Carpi. Ma il calcio e la riconoscenza sono due entità distinte e separate. Non importa che tu abbia conquistato la Serie A per la prima volta nella storia di una piccola società di provincia abituata al fango della Serie D o, quando andava bene, della C. Che tu abbia compiuto un vero e proprio miracolo sportivo sbaragliando la concorrenza di budget imparagonabili. Ogni stagione fa storia a sé, come dimostra il fatto che nessuno, prima di lui, sia mai stato confermato da via Marx nonostante la scalata inarrestabile di questi ultimi anni. Eppure, l'esonero di Fabrizio Castori lascia una sensazione di incompiutezza. Quasi ci fosse un "non detto", come se la fiducia della società si fosse persa ben prima dell'inizio del campionato quasi a ridosso della firma del rinnovo. Di sicuro dopo la partenza improvvisa di Cristiano Giuntoli. I fantasmi di Giuseppe Sannino e Devis Mangia hanno tormentato Castori già all'alba della prima sconfitta in campionato. Hanno tolto serenità e soprattutto autorevolezza. Un allenatore sfiduciato è un mezzo allenatore. Perde gli strumenti anche per gestire le bizze di Wallace o quelle di Matos e Di Gaudio. L'esonero diventa un epilogo inevitabile. Ma se questo è, tanto valeva farlo prima di partire. Non sarebbe stato né il primo né l'ultimo caso. La storia recente del Carpi è un susseguirsi di esoneri: con questo fanno 11 allenatori in sette stagioni. Gli incredibili trionfi di questi anni dimostrano che la società ha spesso avuto ragione. Non resta che sperare sia ancora così, e accantonare i sentimentalismi. Castori, del resto, un suo posto nella storia biancorossa ce l'avrà per sempre. E da quella nessuno potrà esonerarlo.
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