Carpi, tensione di buon mattino
Biancorossi subito al lavoro sotto lo sguardo di patron Bonacini. I tifosi stuzzicano ancora Sannino
CARPI: Un misto di delusione e rabbia ha fatto da contorno all'allenamento mattutino del Carpi, che ieri si è ritrovato allo stadio Cabassi per riprendere il lavoro in vista della trasferta di Frosinone. Presente a bordo campo anche il patron Stefano Bonacini, vicino alla squadra come spesso accaduto in questi anni nei momenti di difficoltà. Mister Sannino ha tenuto a lungo i suoi ragazzi a colloquio al centro del campo, poi ha diviso la truppa in due gruppi: lavoro di defaticamento all'antistadio per i reduci dal derby, corsa e scatti per gli altri. Poi partitella per tutti, compresi Pasciuti e Wilczek, ormai definitivamente aggregati al gruppo. Fuori sono rimasti Iniguez e Belec.
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Dalle tribune si è alzato qualche grido di disapprovazione all'indirizzo del tecnico Sannino, o meglio, di puntualizzazione rispetto ai fischi arrivati al termine di Carpi-Bologna che erano indirizzati proprio a lui, piuttosto che alla squadra. La colpa: aver sostituito Borriello ad inizio secondo tempo per ritrovare l'assetto dopo l'espulsione di Lollo. I dissensi sono rimasti sporadici ed isolati, mentre una ventina di Guidati dal Lambrusco ha intonato cori di sostegno alla squadra. Quella dei fischi al termine della sfida del Braglia è stata probabilmente la goccia in più che ha fatto infuriare Sannino durante la conferenza stampa del dopopartita.
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Lo sfogo del tecnico biancorosso ha illustri precedenti, alcuni dei quali entrati nell'immaginario comune del mondo del calcio, spesso, chissà perché, in formato esportazione. Lo era, ad esempio, il più celebre di tutti, quello di Trapattoni nel 1998 alla guida del Bayern Monaco. Ma anche quelli di Spalletti allo Zenith nel 2011, di Gattuso all'Ofi Creta nel 2015. Il leader indiscusso del genere è però il tecnico Malesani. Memorabili i suoi exploit del 2005, quando era alla guida dei greci del Panathinaikos, del 2011, col Genoa, e ancora nel 2014, col Sassuolo. Rimanendo all'interno dei confini nazionali va ricordato la sfuriata di Maurizi, nel 2014 alla guida dell'Ischia Isolaverde. Episodi figli della tensione, a volte studiati a tavolino per alleggerire la pressione sulla squadra ergendosi a parafulmine. Chissà quali erano le intenzioni di Sannino. Di certo, la prima cosa che ha chiesto è stata "prendetevela con me, non con la squadra che merita solo applausi".
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