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Il Carpi rilancia la vecchia guardia. Ora tocca a Nuti

di Enrico Ballotti
Il Carpi rilancia la vecchia guardia. Ora tocca a Nuti

Castori si affida allo storico collaboratore tecnico per ridare una condizione accettabile alla squadra biancorossa

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CARPI. Nelle ultime settimane si è spesso parlato del “ritorno al passato” del Carpi. A dare il via alla così detta “controrivoluzione” ci aveva pensato direttamente lo stato maggiore biancorosso. Saluti alla gestione targata Sogliano e mandato-bis a mister Fabrizio Castori. E’ bastato questo, se così si può dire, per ricompattare l’ambiente e dunque riportare quel clima positivo che da un po’ di tempo non si respirava nella zona del “Cabassi”.

Un ribaltone che ha dato immediatamente i suoi effetti: non ancora nei risultati (purtroppo è arrivata la sconfitta nel derby), quanto nei modi di interpretare le partite e vivere il pre- partita. Contro il Sassuolo, per esempio, il tecnico marchigiano ha schierato dal primo minuto diversi giocatori della vecchia guardia, compreso quel Pasciuti che da tanto, troppo, tempo aspettava la chance in serie A. L’unica assenza quella di Totò Di Gaudio che, però, è puntualmente stato inserito nella ripresa risultando il più vivace e il più pericoloso tra le fila biancorosse. Così due tasselli sono tornati al loro posto: Castori di nuovo in panchina e il rientro di alcuni “vecchi” a dar man forte ai nuovi arrivati. Ora all’appello manca il terzo step, forse quello più importante per le economie future del Carpi.

L’ultimo elemento ha un nome un cognome: Andrea Nuti. Il collaboratore tecnico biancorosso nelle ultime stagioni si è rivelato fondamentale per la preparazione dalla squadra. In tempi recenti, però, la sua figura era parsa non più al centro del tecnico carpigiano. La musica, evidentemente, è cambiate e dunque l’esperienza dell’ex quattrocentometrista milanese sarà fondamentale. In queste due settimane, infatti, i biancorossi avranno la possibilità di svolgere una sorta di mini-preparazione. Allenamenti mirati e utili per mettere forza e spunto nelle gambe, ingredienti necessari per operare quello che il calcio “castoriano”. Lo stesso modo di calcio, di interpretare le partite, che ha permesso ai biancorossi di vincere la serie B e che, con ogni probabilità, sarà riproposto anche in questa serie A. Una sensazione che, tra l’altro, è stata confermata dagli attori carpigiani di ogni ordine e grado. Da patron Stefano Bonacini («Questo è un nuovo inizio) al tecnico Fabrizio Castori («Dobbiamo andare oltre la fatica e chiudere le partite in crescendo»), senza dimenticare il centrocampista Lorenzo Lollo («Due settimane di lavoro per trovare la condizione migliore»).

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