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Carpi: partenza shock, poi sfiora la remuntada

di Fabio Garagnani
Carpi: partenza shock, poi sfiora la remuntada

Inglese e Meggiorini freddano il team di Castori che riesce solo ad accorciare

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MODENA. In continua attesa della partita della svolta, il Carpi capitola anche di fronte al Chievo. Punito oltremisura rispetto alla generosità messa in campo in un secondo tempo giocato per intero all'arma bianca, in perenne assedio sul perimetro dell'area avversaria. Il rammarico è per quella prima frazione di gara regalata agli avversari, bravi e fortunati a trovare subito il gol con l'ex Inglese, e poi a confezionare un'azione da manuale per il raddoppio, agevolata da un paio di errori della difesa biancorossa disattenta. In avvio, mister Castori sceglie a sorpresa l'accoppiata difensiva Zaccardo-Bubnjic. Il croato torna titolare dopo un mese.

In avanti, come annunciato, c'è Mbakogu, mentre Borriello non siede neppure in panchina a causa di un problema di carattere intestinale dell'ultimo minuto. Sul fronte clivense, mister Maran dà fiducia all'ex biancorosso Inglese, affiancato da Meggiorini. La zona offensiva è completata da Birsa in trequarti. In difesa, l'x modenese Frey è preferito a Cacciatori. Bastano otto minuti, a Inglese, per far valere la più classica legge dell'ex. Prima costringe Bubnjic al placcaggio sul vertice dell'area, poi incorna alla perfezione la punizione di Birsa prendendo il tempo a Gabriel Silva. Chievo subito in vantaggio. Per il Carpi, purtroppo, l'inizio da incubo non finisce qui, e al 14' capitola di nuovo quando il Chievo è addirittura in dieci per l'uscita momentanea dal campo di Rigoni, colpito duro in testa in uno scontro di gioco. Azione rapida ed elegante: Gobbi scende a sinistra, serve al centro, velo di Meggiorini, assist di prima intenzione di Inglese a cercare lo stesso Meggiorini, tenuto in gioco da Gabriel Silva dall'altra parte, Zaccardo rimane sui blocchi, e il sinistro in corsa è imprendibile per Belec. Biancorossi comprensibilmente sotto shock: non è questa la partita che avevano immaginato e l'azione offensiva continua ad essere troppo confusa.

Mbakogu è spesso solo nella morsa dei due centrali avversari e sulle fasce il Chievo chiude bene ogni spazio, costringendo a lunghi cross dalla trequarti spesso imprecisi. Così il taccuino continua a parlare degli ospiti che sfruttano la posizione tra le linee di Birsa per creare superiorità numerica. Lo sloveno va anche vicino al gol ma una scivolata provvidenziale di Zaccardo rimpalla la conclusione. Sul corner, Belec vola a togliere dall'angolo l'inzuccata di Cesar.

Mister Castori prova a invertire le ali, dirottando Pasciuti a sinistra e Matos dalla parte opposta, ma non cambia granché. L'occasione per riaprila capita a Mbakogu che sfrutta un rimpallo su Gamberini a centro area ma non riesce a centrare lo specchio. Dopo un colpo a testa a lato di Bubnjic, è ancora Zaccardo a salvare in extremis su Birsa, lanciato in profondità da Castro. Al rientro in campo, il Carpi è una squadra trasformata, facile immaginarlo, dalle urla di Castori negli spogliatoi. D'incanto, i padroni di casa ritrovano corsa e pressing, costringendo il Chievo nella propria area e sfiorando subito la rete con un diagonale a lato di Di Gaudio, entrato nell'intervallo per sostituire Pasciuti. Al 5' c'è anche una protesta per un fallo di mano di Castro sul colpo di testa di Bubnjic. Il clivense ha il braccio leggermente staccato dal corpo, ma l'arbitro lascia proseguire.

Al 12', mister Castori perde Bubnjic, che si infortuna da solo in una fase di gioco. Al suo posto entra Gagliolo. Dopo qualche minuto la dea bendata volge uno sguardo benevolo verso i padroni di casa: il tiro cross di Letiza da sinistra incoccia sul palo opposto poi carambola su Gamberini infilandosi in rete. Insistono i padroni di casa. Il pressing a centrocampo toglie respiro al Chievo, che non riesce a gestire il possesso e quindi a rifiatare. Ci provano ancora Lollo dalla distanza, poi Mbakogu in tuffo di testa ma il risultato rimane inchiodato mentre nell'area ospite si accendono mischie furibonde. Del clima infuocato fanno le spese mister Castori e il vice Costi, che Maresca spedisce anzitempo negli spogliatoi per protesta. L'ultimo sigillo sul ritorno alla vittoria del clivensi la mette Bizzarri, decisivo sul finire di gara sulla girata di Mbakogu indirizzata sotto la traversa e poi sulla botta al volo di Gabriel Silva dai venti metri.

 

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