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SERIE A

Romairone: «Ritrovato il vero spirito del Carpi»

di Fabio Garagnani
Romairone: «Ritrovato il vero spirito del Carpi»

Il nuovo diesse: «Contro il Milan una squadra orgogliosa e indomabile: così si può continuare a sperare. Debbo farmi perdonare quel tris con la Massese»

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Ancora presto per i bilanci, ma l'avventura biancorossa del diesse Giancarlo Romairone sembra partita col piede giusto. Dal giorno del suo annuncio ufficiale, il 13 novembre scorso, il Carpi ha conquistato quattro punti in tre gare e passato il turno di Coppa Italia. Una iniezione di fiducia di cui, da queste parti, si sentiva il bisogno. E dire che, prima dell'ingaggio, il suo incrocio col Carpi era legato soprattutto alla tripletta realizzata ai biancorossi quando indossava la maglia della Massese (31 gennaio 1993).

"Qualche tifoso ogni tanto me lo ricorda - ci scherza su Romairone - ma quando si è avversari l'importante è rispettarsi. Vorrà dire che farò ancora di più per cercare di farmelo perdonare". L'indulgenza è d'obbligo, se non altro per il coraggio mostrato nell'accettare una sfida complicatissima. Ma qualcosa, negli ultimi tempi, si è già mosso: "Per impostare il futuro occorre prima di tutto rimettere ordine nella quotidianità.

Per permettere al mister di poter allenare bene la squadra occorre creare prima di tutto un contesto adatto, ed è quello che la società cerca di fare con un lavoro oscuro e prezioso a tutti i livelli.

In questo momento abbiamo trovato una strada e va percorsa. La conseguenza sono state le ultime prestazioni. Vuol dire che la squadra si è compattata e ha capito che il sacrificio, il lavoro sul campo e l'attenzione ai particolari anche fuori dal campo sono l'unico modo perché il Carpi torni a essere quella squadra battagliera e operaia che darà del filo da torcere a tutti quanti".

La classifica, però, è ancora un argomento tabù: "Non dobbiamo farci opprimere da cose più pesanti di noi. E iniziare a fare pensieri con largo anticipo creando ansia e preoccupazioni. Dobbiamo essere consapevoli che c'è un grande lavoro da fare che può portare la squadra a giocarsela con tutti. Riequilibrare il sistema e continuare a battere il tasto della mentalità per tornare a quello che il Carpi è già stato.

Quando arriveremo lì, con la macchina in carreggiata, allora potremo spingere sull'acceleratore e lottare per qualcosa che oggi appare lontano e difficile, ma che domani potrebbe essere la nostra impresa". Non si sbottona, il diesse, sul mercato di gennaio, dal quale i tifosi "si devono aspettare la conferma di ritrovare il Carpi.

Vogliamo una squadra che rispecchi la mentalità di quello che è stato fatto a Carpi in questi anni, perché il passato non va dimenticato e anzi, deve rappresentare un valore aggiunto. Valori semplici e genuini che possono fare la differenza: la lotta, il sacrificio, l'unione.

Su questo si devono ritrovare sia la società che la tifoseria. La mia estrazione è questa: partire dal basso per crescere col lavoro. Ma in questo senso a Carpi ho trovato positività. Forse c'è la sensazione che la gente stia ritrovando i suoi valori".

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