Il Carpi a Firenze, Castori lo vuole così: “Indiavolato”
«Nella nostra condizione non possiamo permetterci di pensare agli avversari, ma solo di imporre il nostro ritmo»
CARPI. «Indiavolati, dovremo essere indiavolati»: questo è mister Fabrizio Castori alla vigilia della gara contro la Fiorentina. Stasera, ore 20,45 stadio Franchi, il Carpi va alla ricerca del sesto risultato utile consecutivo. Impresa non semplice: «Qui sono costretto a ripetermi. La nostra condizione di classifica non ci permette di fare calcoli o di pensare alla forza dei nostri avversari. Certo, sappiamo che i viola sono una squadra importante con giocatori di primo livello, ma il nostro compito è quello di guardare solamente a noi stessi». Fondamentale sarà approcciare al meglio la partita. Sì perché la formazione di Paulo Sousa fa dei primi tempi la sua arma migliore, i biancorossi di contro faticano a carburare: «Sono tutte questioni che lasciano il tempo che trovano anche perché i numeri del “vecchio” Carpi sono molto diversi da quello attuale. Scontato dire, però, che sarà indispensabile scendere in campo con il giusto spirito. Quale? Quello indiavolato che dicevo sopra. Contro certe squadre bisogna cercare di imporre il ritmo, il nostro ritmo». Cosa che non era successe contro il Palermo e che aveva fatto arrabbiare l’allenatore marchigiano: «Abbiamo giocato ad intermittenza e questo non va bene. Poi nel finale ci siamo spinti troppo in avanti perdendo equilibrio e rischiando di perdere». Ma rischiando anche di vincere con l’azione non finalizzata da Di Gaudio: «Certe volte un allenatore beneficia delle prodezze dei propri giocatori e Totò spesso ci ha aiutato a vincere le partite. Questa volta ha sbagliato, ma fa parte del gioco». Il passato è passato. Ora la Fiorentina che i biancorossi affronteranno con un Porcari in più: «Ci raggiungerà all’ultimo e per questo non credo sarà della partita. E’ un gradito ritorno, si può proprio dire che ritrova una famiglia». Quello del capitano è l’ultimo acquisto di un mercato che la società di via Marx ha vissuto da protagonista: «E’ stato fatto un grande lavoro, un lavoro non semplice. Per fortuna però tutto è finito, ora si pensa solo al campo».
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