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Romairone: «Carpi, un ko che fa male ma è vietato mollare»

di Enrico Ballotti
Romairone: «Carpi, un ko che fa male ma è vietato mollare»

«Abbiamo confermato di avere i mezzi e la testa giusta per poterci salvare A Napoli sfidiamo degli alieni. L’eredità di Giuntoli? Anch’io vengo da lontano»

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La fine del mercato, il ko immeritato di Firenze, il match proibitivo di domenica col Napoli. Insomma di carne al fuoco per il Carpi e per il suo diesse Giancarlo Romairone ce n’è parecchia. Doveroso dunque fare un po’ di ordine e ripartire da quel mese di gennaio che ha stravolto la fisionomia della rosa a disposizione di mister Castori.

Direttore, quello appena concluso è stato il mercato più difficile della sua carriera?

«Diciamo che mi sono sempre trovato ad affrontare periodi di trattative a tinte forti, anche se questa volta mi trovavo per la prima volta a confronto con la serie A. Credo di poter dire, però, che è stato fatto un ottimo lavoro. Grande merito va anche alla società che è stata sempre al mio fianco».

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Tante le operazioni chiuse dal Carpi, due nomi su tutti: De Guzman e Porcari.

«Cercavamo giocatori che già conoscevano l’ambiente e ad altri giocatori adatti all’ambiente. Detto questo, però, siamo sempre rimasti vigili alla ricerca di quella che poteva essere la classifica ciliegina. Ecco, De Guzman è la nostra ciliegina. Per quanto riguarda Porcari, invece, è un’operazione che avevamo in mente da tempo e che si è sbloccata all’ultimo minuto. Il ritorno del capitano non fa altro che confermare quello che deve essere il nostro spirito».

Lo spirito che si vede da diverse giornate e che si è visto anche a Firenze. Questa volta, però, niente punti…

«I primi minuti sono stati davvero complicati. E per il gol subito a freddo e per quel pandemonio che si è scatenato a livello climatico. Nonostante questo siamo però riusciti a rimetterci in partita, a creare le nostre occasioni e pure a pareggiare meritatamente. Poi, quando la partita sembrava destinata a finire 1-1, una magia di un fuoriclasse a cambiato le carte in tavola. Due i messaggi che devono rimanere: siamo sulla strada giusta e dobbiamo fare ancora qualcosa di più per accorciare in classifica».

Ora il Napoli. Impresa impossibile?

«Giochiamo contro una squadra di marziani, la più forte del campionato. Andremo a fare la nostra partita sapendo che abbiamo poco da perdere, proveremo a giocarci le nostre carte e poi faremo i conti».

In effetti li azzurri di Giuntoli volano, pesante l’eredità del diesse di Agliana?

«No. Io e Cristiano abbiamo fatto una carriera molto simile: tutti e due arriviamo da lontano e tutti e due abbiamo vinto i campionati per approdare a certi livelli. Per questo quando sono arrivato a Carpi sapevo cosa avrei trovato. Qui ha fatto un grande lavoro, un lavoro sul quale credo bisognerà costruire il futuro. Dimenticare un passato del genere sarebbe un errore».

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