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Il Napoli riscrive la storia e il Carpi deve inchinarsi

di Fabio Garagnani
Il Napoli riscrive la storia e il Carpi deve inchinarsi

La capolista vince 8 gare di fila, i biancorossi reggono fino al gol di Higuain

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NAPOLI. Gonzalo Higuain attacca la figurina che mancava al suo album personale: quella del Carpi, unica squadra della massima serie a cui non aveva mai segnato. Un po’ sgualcita, più difficile da reperire di quanto si potesse pensare, anche per i fischi un po’ originali della giacchetta nera Doveri di Roma. È vero che l’arbitro ha lasciato in dieci il Carpi per oltre mezz’ora del secondo tempo giudicando troppo severamente l’intervento di Bianco, è altrettanto vero che nel cesto del Napoli mancano un gol (annullato) e un rigore.

La gara dei biancorossi è stata come al solito generosa, e per 57 minuti è sembrato di assistere allo stesso canovaccio dell’andata, con la porta di Belec inviolabile per un qualche disegno divino. Poi, quando è uscito Bianco, agli splendidi 40mila del San Paolo è stato chiaro che difficilmente il Carpi avrebbe potuto resistere all’assalto finale. L’ingenuità di Daprelà su Koulibaly ha fatto il resto. Così, la squadra di Sarri taglia un traguardo storico: otto vittorie consecutive. Non c’era riuscito neppure nell’epoca Maradona. Sabato prossimo incontrerà la Juventus, che invece vince da 14 giornate. Uno scontro stellare, in cui si giocherà una piccola fetta dello scudetto.

In avvio, nelle fila del Carpi c’è una sola novità rispetto alla formazione annunciata. Sulla linea difensiva a tre, infatti, Castori preferisce la velocità di Letizia a capitan Zaccardo. Il posto libero sull’esterno è occupato da Pasciuti, con l’esordiente Sabelli a sinistra. A centrocampo ritrova posto Martinho mentre in avanti ci sono Mancosu e Lasagna. Nel Napoli non c’è invece traccia di turn over. Memore dell’andata, Sarri non vuole correre rischi e schiera l’undici tipo, fatta eccezione per Valdifiori, in cabina di regia al posto dello squalificato Jorginho.

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In tempo di carnevale, anche il San Paolo si maschera. Lo fa esponendo il volto di Koulibaly in tutti i settori dello stadio per un gesto di solidarietà antirazzista dopo i “buu” dell’Olimpico di Roma rivolti al senegalese. Pronti via ed è subito il Pepita a cercare di rompere l’equilibrio. Due volte ci pensa Belec, una coglie l’esterno della rete. In mezzo la prima tegola per mister Castori, costretto a cambiare Pasciuti, uscito in barella per un colpo alla caviglia. Dentro Zaccardo che va a posizionarsi sulla linea dei tre centrali, con Letizia avanzato a destra. Al 23’ il primo episodio da moviola: vistosa trattenuta in area biancorossa di Sabelli su Callejon, l’arbitro lascia proseguire, probabilmente ingannato dalla prospettiva. Quella del Napoli è una giostra che gira velocissima. Trame di fitti passaggi, inserimenti continui di centrocampisti e esterni. Per contrastare tutto ciò, il Carpi addensa le linee nella propria metà campo con l’obiettivo di facilitare l’utilizzo dell’arma del raddoppio. Lasagna, invece, dà uno sguardo a Valdifiori nel tentativo di infastidire il perno della manovra. Devono faticare, i padroni di casa, per riuscire a trovare sbocchi ma le occasioni sono sempre di marca azzurra, con un paio di tentativi di Callejon di testa, una botta potente di Insigne imprecisa. Il Carpi si fa vedere dalle parti di Reina una sola volta, ma Lasagna è impreciso di testa.

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La trama non cambia granché nel secondo tempo, aperto da un erroraccio sottoporta di Koulibaly su corner. Al 51’, secondo episodio da moviola: Hamsik taglia il campo dalla trequarti, Callejon è puntuale nell’inserimento e segna anticipando Belec. L’arbitro annulla, ma la posizione sembra regolare. Ancora un tiro di Higuain prima che l’arbitro cambi completamente il corso della partita vedendo al 56’ una spinta di Bianco ad Insigne a metà campo. Doveri di Roma estrae il secondo giallo sul centrocampista, ma l’impressione è che il fallo sia fatto da Zaccardo e la spinta sia assolutamente veniale. Ulteriore tegola sul Carpi pochi minuti dopo, quando Poli chiede il cambio. Castori getta nella mischia Daprelà, schierandolo a fianco di Romagnoli e Zaccardo, mentre Lasagna si abbassa sulla linea del centrocampo. Proprio il nuovo entrato è protagonista nell’episodio del rigore. Per la giacchetta nera è impossibile non vedere l’abbraccio a Koulibaly. Higuain infila dagli undici metri sicuro di potenza. Gli ospiti provano comunque una reazione, ma il sinistro potente di Lasagna sorvola la traversa, mentre Higuain fallisce un pallonetto non alzando a sufficienza la traiettoria e Belec esce a valanga sul peperino Insigne.

 

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