Carpi, gran colpo: adesso la salvezza è un po’ più vicina
Il pari col Milan vale il + 2 sul Frosinone a 4 turni dalla fine Domenica ciociari col Palermo, lunedì al Braglia c’è l’Empoli
CARPI. Quattro partite, 360 minuti da giocare e soprattutto 12 punti a disposizione. Il rush finale di questa serie A è iniziato e il Carpi si presenta all’appuntamento nella migliore situazione possibile. Certo per il vantaggio sulla concorrenza, ma anche per la condizione fisica apparsa decisamente migliore di quella di Palermo e Frosinone. Il biglietto da visita della formazione di Castori è “semplicemente” il bottino delle ultime giornate: 14 punti in dieci partite. Niente male per una squadra che sta coronando una grande rimonta e che è attesa da un fine settimana a dir poco delicato. Nulla sarà deciso tra domani e dopodomani, ma comunque potrebbero arrivare le prime indicazioni. Perché? Presto detto. Allo stadio Matusa, infatti, si giocherà la sfida tra i padroni di casa del Frosinone e il Palermo. Gara che potrebbe eliminare una delle tre concorrenti in lizza per restare in serie A. Il Carpi sarà spettatore interessato in attesa dell’Empoli che, già salvo, si presenterà al Braglia lunedì. Una vittoria contro i toscani permetterebbe a Zaccardo e compagni di compiere un altro passo importante oltre che di dare seguito al pari col Milan che già di suo potrebbe rivelarsi decisivo. Ma torniamo alla gara in programma domani pomeriggio in Ciociaria. Una vittoria dei giallazzurri di Stellone non sarebbe certo un regalo sgradito ai biancorossi che manterrebbero a distanza di sicurezza il Palermo. I rosanero che sfideranno Sampdoria, Fiorentina e Verona hanno infatti un calendario molto meno complicato rispetto a quello del Frosinone (Milan, Sassuolo e Napoli). Ma i biancorossi, come si diceva, devono soprattutto fare tesoro del +2 sul Frosinone e del +3 sulla squadra di Ballardini. Vantaggio interessante se si considera che il Carpi ha anche il vantaggio nella differenza reti generale con entrambe le avversarie (pari gli scontri diretti). A fare la differenza, non solo di recente, ci ha pensato il gioco altamente “castorizzato” che ha portato i suoi frutti anche a San Siro. «Non cambierò il “mio” Carpi»: aveva dichiarato così marchigiano. Detto fatto, giustamente. Già perché il possesso palla limitato, l’aggressione all’avversario e le azioni verticali hanno permesso ai biancorossi di stravincere la B e dunque di essere in corsa per la salvezza in A. In questo senso diventa curioso un dato della partita di ieri a San Siro. La sfera è rimasta tra i piedi del Milan per il 76,9% del tempo. Un possesso palla sterile, ingabbiato nella morsa del Carpi che addirittura è stato più vicino alla vittoria (vedi il tiro di Crimi). Il dato rossonero va a battere quello che il Napoli (76,2%) aveva ottenuto in questo campionato proprio contro i biancorossi.
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