Carpi, si profila un braccio di ferro per il Cabassi
Ancora da quantificare la stima dei lavori ma toccano al club le spese per l’adeguamento della stadio
CARPI. Si apre un periodo decisivo per capire tutti i "come e i dove" del Carpi targato 2016-17. Mercoledì, la settimana sarà spezzata dalla conferenza stampa del patron Stefano Bonacini, dalla quale si attendono indicazioni sulle scelte societarie, a partire dal rinnovo del ds Giancarlo Romairone fino a quelle del tecnico Fabrizio Castori passando per la questione stadio, che di tutte rischia di diventare la più spinosa. A breve è attesa l'indicazione da parte della Lega degli interventi da fare al Cabassi per la concessione della deroga. Dalla successiva quantificazione economica prenderà via il dialogo tra la società e il Comune. Al centro ci sarà inevitabilmente la convenzione firmata dalle parti e allegata alla Delibera di Giunta 121 del 23 luglio 2013, all'alba cioè della promozione in Serie B del Carpi arrivata dopo lo spareggio col Lecce. Ha durata decennale, e concede "la gestione e l'utilizzo dello Stadio comunale "Sandro Cabassi" al Carpi FC 1909" a fronte di un canone annuale di € 89.000 oltre all'IVA di Legge che il Comune versa in rate semestrali nelle casse di via Marx. All'interno della stessa sono elencati gli impegni delle parti, già riassunti nelle premesse alla Delibera: "Considerato che l'iscrizione al campionato di calcio di serie B comporta adeguamenti alle strutture e agli impianti indispensabili per ottenere l'autorizzazione a disputare quel campionato nello stadio comunale S.Cabassi di Carpi; ritenuto opportuno attribuire l'onere della progettazione dei lavori e degli adeguamenti necessari, l'acquisizione di tutti i permessi e pareri e tutte le spese conseguenti in carico al Carpi FC 1909". La premessa trova sostanza all'interno della convenzione: "Sono a carico del concessionario anche tutte le manutenzioni straordinarie e le modifiche agli edifici ed agli impianti. Sono compresi anche l'assunzione degli incarichi di progettazione e l'assegnazione dell'esecuzione dei lavori necessari per adeguare lo Stadio comunale S.Cabassi alle norme e alle esigenze della serie B Nazionale, comprese le direttive di sicurezza impartite nell'ambito del Gos e dalla Commissione provinciale di vigilanza, con l'assunzione da parte del Carpi dei relativi costi". E' ancora più chiara nell'Allegato D (Piano di utilizzo di conduzione tecnica dell'impianto sportivo), specificando tra gli obblighi di via Marx "tutti gli interventi necessari ad adeguare e a rendere omologabile lo Stadio comunale S. Cabassi per lo svolgimento del Campionato Nazionale di serie B". L'accordo, pur non parlando di tempi (cioè quando il Carpi dovrebbe realizzare gli interventi), rischia di diventare un casus belli nel dialogo tra la società e il Comune. Un rischio che crescerà in proporzione al costo economico degli interventi necessari. Per questo le prescrizioni della Lega diventano fondamentali nel delineare gli scenari futuri. Se si limitassero a piccoli interventi strutturali per aumentare di un migliaio di sedute la capienza, è possibile che l'esborso possa essere ritenuto poco impattante anche dalla società. Viceversa, gli alti costi potrebbero innescare una spirale negativa, con l'irrigidimento del Comune sulla convenzione e di conseguenza della Società, che già perderebbe 150.000 euro per il mancato utilizzo del Braglia e sarebbe costretta a spendere milioni su una struttura non sua. Un contenzioso che avrebbe una sola vittima: il Cabassi. L'alternativa non è semplice da trovare. Potrebbe non bastare neppure aggrapparsi al fatto che le condizioni all'epoca della firma dell'accordo erano molto diverse da quelle che si prospettano oggi.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

