Carpi, Castori alla prima con l’incubo del terremoto
Il mister pensa al match di questa sera a Vicenza, ma con la testa alla famiglia: «Nessun danno grave, ma da tre notti mia moglie e i miei figli dormono fuori»
CARPI. La testa è all'esordio in campionato, ma un pensiero non può che andare alla sua terra, martoriata dallo sciame sismico di questi giorni: "Non abbiamo avuto danni irreparabili - ha detto mister Castori - ma da tre notti mia moglie, i miei figli e i miei nipoti dormono fuori. Noi siamo a una ottantina di chilometri da Ascoli. Avevamo già sentito quello dell'Umbria e dell'Aquila, ma mai forte come questo".
Preoccupazioni che non possono distogliere il tecnico dall'esordio in campionato, ma che lo riporteranno dalla famiglia dopo il fischio finale di un Vicenza-Carpi difficile da decifrare, come ogni "prima" di campionato: "Abbiamo la serenità di aver fatto un buon lavoro e di avere una buona condizione generale sia a livello fisico che psicologico. Abbiamo qualche assenza ma non mi piace parlarne. Chi andrà in campo avrà entusiasmo e la giusta mentalità. Non ci siamo mai fatti condizionare dalle assenze, anzi, dobbiamo trasformarle in risorse per inserire forze nuove. Confidiamo su questo perché il Carpi ha bisogno di motivazioni". A Pergine Valsugana, lo scorso 24 luglio, l'amichevole tra le due compagini finì 3-1 per il Carpi: "Quella partita non conta nulla. Troveremo un ambiente sicuramente carico perché il pubblico di Vicenza è sempre molto numeroso e caloroso nei confronti della propria squadra. Sarà un contesto molto diverso. Non dobbiamo fare l'errore di prendere quella partita come riferimento. Sono una buona squadra con ottime individualità soprattutto davanti, con giocatori di sostanza e esperienza in mezzo al campo". Il tecnico marchigiano si prepara a vivere il suo dodicesimo campionato di Serie B. Nessuno meglio di lui può conoscere la categoria: "A giudicare dagli organici, mi pare che in questa stagione si vada verso un campionato molto equilibrato, anche se parlare adesso è prematuro perché sarà sempre il campo a dare una risposta definitiva. Il calcio ci ha insegnato che soprattutto in Serie B i nomi contano poco e ci sono sempre sorprese. Contano di più la fame e la voglia di lottare in un campionato durissimo. In ogni partita occorre essere al top per fare il risultato". Sull'ultimo scampolo di mercato è laconico: "Mi aspetto che arrivi quello che manca alla squadra. La società lo sa e negli ultimi giorni credo che completerà la rosa".
Oggi, a Vicenza, si farà di necessità virtù.
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