Carpi, il cappotto amuleto di Scala
Nonostante i 30 gradi un look invernale per il club manager e segretario generale
CARPI I calzini rossi di Rozzi, il sale di Anconetani, l’acqua santa di Trapattoni oppure l’erba masticata da bomber Nicola Caccia. Senza dimenticare la cerata gialla del presidente livornese Spinelli o magari la giacca pesante di mister Ulivieri. Ecco, proprio la tenuta dell’allenatore toscano deve aver inspirato Matteo Scala. Il club manager e segretario generale del Carpi, decisivo nel contenere la rabbia di Mbakogu a Frosinone, domenica sera si è presentato al “Cabassi” con un abbigliamento decisamente fuori stagione. Cappotto e sciarpa ben annodata al collo per assistere a novanta minuti caldi, e non solo per l’importante posta in palio. Una scelta ovviamente ponderata che non è certo passata inosservata. La sua mise, infatti, non solo ha spopolato sui vari social network, ma è pure stata notata (eccome) dai commentatori di Sky presenti in forze allo stadio. Scala, comunque, non era l’unico biancorosso “vestito pesante” nell’estiva serata carpigiana. I più attenti avranno anche notato la felpa, tra l’altro accompagnata da un “piumino cento grammi” smanicato, indossata da Stefano Gozzi. L’esperto addetto stampa, in società sin dai tempi della serie D, come il collega ha preferito sfidare il caldo anziché la Dea bendata. La scaramanzia, in effetti, ha spesso e volentieri accompagnato le vicende calcistiche più disparate. Anche patron Stefano Bonacini, per esempio, non si è risparmiato nelle scorse stagioni. Mister Gaudì, infatti, era solito guardare il primo tempo sulle tribune del “Cabassi” e la ripresa in altra sede.
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