Gazzetta di Modena

Sport

Carpi Calcio

Il Carpi cede anche Lollo Va all’Empoli per 1 milione

di Fabio Garagnani
Lorenzo Lollo
◗
Lorenzo Lollo

Il giocatore simbolo dell’era Castori ha salutato dopo 142 presenze e 9 gol. Bianco: "A Carpi sono stato benissimo ma non avevo più motivazioni"

2 MINUTI DI LETTURA





CARPI Se ne va un altro pezzo della storia recente del Carpi: Lorenzo Lollo è un giocatore dell’Empoli, dove ritrova Romagnoli, compagno di viaggio nell’avventura in biancorosso. Al Carpi andrà un milione di euro, in una estate che assomiglia sempre di più ad una striscia del Signor Bonaventura, personaggio creato nel secolo scorso dalla penna di Sergio Tofano (in arte Sto) per le pagine del Corriere dei Piccoli. Le sue avventure iniziavano da squattrinato e terminavano sempre con un assegno da un milione tra le mani. Nelle casse di via Marx ne sono finiti ben cinque: oltre a Lollo, ci sono quelli staccati per Romagnoli, Di Gaudio, Gagliolo (1,2) e Bianco (0,5). Si vanno ad aggiungere all’incasso della coppia Belec-Letizia (3,5) e di Lasagna (4,5). In tutto fanno più o meno 13 milioni. L’ennesimo record di un gruppo di giocatori che ha fatto la storia della società carpigiana. Lollo non si allena già più con il Carpi ma per l’ufficialità c'è da attendere che i toscani completino almeno un’operazione in uscita (Krunic o El Kaddouri). Per Lollo, che aveva pure accarezzato l’ipotesi di un rinnovo con via Marx, si chiude un’avventura durata lo spazio di quattro stagioni, con 142 presenze (137 in campionato) e 9 gol (tutti in campionato). Giocatore simbolo dell’epoca Castori, tecnico che, inventandolo trequartista, ne ha fatto la chiave tattica della storica promozione in massima serie, fino ad oggi apice della carriera di entrambi.

BIANCO SALUTA "Carpi? E’ stata la parentesi più felice e vincente della mia carriera ma personalmente si era concluso un ciclo sotto l’aspetto delle motivazioni”. Sono le prime parole di Raffaele Bianco da giocatore del Perugia, pronunciate nella conferenza stampa di presentazione. Grande curiosità, da parte dell’ambiente umbro, nel cercare di carpire i segreti del Carpi: “Un gruppo vincente – ha detto Bianco – si costruisce col lavoro giornaliero. A Carpi ci dicevano tutti che facevamo catenaccio, ma era ed è stata una scelta intelligente. Si cercava di adattare il modo di giocare ai giocatori che avevamo a disposizione e davanti avevamo due contropiedisti. Cambiare sarebbe stato come darsi una zappa sui piedi. Parlano da soli i grandi risultati ottenuti, ma non avevamo solo quel tipo di gioco perché sapevamo adattarci anche agli avversari”.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google