Il Carpi atteso in Laguna Calabro sfida Super Pippo
Serie B. I biancorossi a Venezia per riscattare la sconfitta interna col Pescara Il tecnico: «La squadra di Inzaghi va aggredita alta e per cento minuti»
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Per il pubblico biancorosso è ancora un oggetto misterioso,visto sfrecciare solo in Coppa Italia contro la Salernitana, quando realizzò una rete. Ciononostante, gran parte della piazza si aspetta M’Mbala Nzola titolare. Il preludio di Carpi-Venezia ruota intorno al suo nome. L’attesa è tale che mister Calabro sembra voler togliere pressione: “Non vi aspettate il giocatore che possa risolvere tutti i problemi o risolvere le partite da solo – ha detto nella conferenza pre partita – ma un giocatore che deve gradualmente attuare un processo di crescita e di miglioramento personale, fisico, tecnico, tattico e soprattutto mentale. Deve entrare nella mentalità del calcio italiano. E’ abituato al calcio portoghese, ma è stato con me l’anno scorso e quindi è già predisposto. Deve migliorare la capacità di andare sempre a mille e farlo per cento minuti. Bisogna trovare il momento giusto per inserirlo e integrarlo con un giocatore formidabile come Jerry”. Se però gli si chiede se questo momento sia arrivato: “Valuteremo, ma dall’inizio mi sembra una situazione un po’ azzardata. Abbiamo bisogno delle sue caratteristiche, quindi se non dall’inizio sarà a partita in corso”. Retrogusto di pretattica. Risposta diplomatica anche sul modulo: sarà un 3-4-3? “Il sistema di gioco è solo un numero. E’ solo un modo per definire come ci si schiera quando fischia l’arbitro, ma appena si muove la palla ci sono dei concetti da applicare”. Un indizio arriva inconsapevolmente quando parla di Pasciuti utilizzato al posto di Bittante: “Ha fatto bene, ma non si può pretendere abbia la caratteristica tipica di un esterno sinistro di un 3-5-2 o di un 3-4-3”. Un altro risale al giorno della sua presentazione: “Il Carpi può fare anche il 3-4-3 perché ha giocatori molto duttili”. Infine un terzo indizio dal lavoro settimanale, durante il quale si è lavorato sulla soluzione. Sarebbe un modo per opporre Sabbione a uno degli elementi più temuti del Venezia, Falzerano: “E’ un interno atipico ed abbiamo bisogno di mettere in quella zona un giocatore che possa contrastarlo per poi sfruttare gli spazi che lascia”. Per il resto, la ricetta è la solita: “Aggredire sempre alto, attaccare sempre in verticale, non mollare mai, fare fatica. Abbiamo tutte le possibilità e le caratteristiche per riprendere il cammino, cioè dar fastidio alla squadra avversaria, si spera per 100 minuti”. Poco più di 200 i carpigiani al seguito.
Fabio Garagnani
Fabio Garagnani
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