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Calabro non parla. Scala: «Tifosi del Carpi ingenerosi»

Scala e Calabro
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Scala e Calabro

Il direttore generale: «Ringrazio chi sta sempre vicino alla squadra, ma non riesco a capire chi la fischia»

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CARPI. Si presenta solo Matteo Scala nel dopo partita del Cabassi. Lo fa per regolare i conti in casa. I fischi di fine primo tempo non gli sono proprio piaciuti e non lo manda a dire: «Siamo sempre stati nella parte sinistra della classifica – ha detto il Direttore generale del club biancorosso – e siamo praticamente salvi. Qualcuno forse si è ingolosito e pensa che il Carpi debba lottare per la A con mille paganti allo stadio. E’ il momento di fare un esame di coscienza e capire che il Carpi in Serie B deve esser e applaudito dal primo all’ultimo minuto, come hanno fatto i ragazzi in curva, che ringrazio, che ci hanno sostenuto fino al 95’. E non come fa chi viene allo stadio solo per dare contro ad una società che viaggia con una media di due punti a partita da dieci anni e a giocatori che sono qui per dare l’anima e cercare di tenere alto l’onore di questa maglia. C’è chi gioca con fratture al piede, con problemi muscolari. Il Carpi in B è una favola sportiva e dobbiamo essere tutti orgogliosi. Questi ragazzi hanno un credito enorme da riscuotere per la città ma al Cabassi c’è un clima inspiegabile. Gli avversari ci chiedono perché ci fischiano. Voglio ringraziare chi ci ha sostenuto per 95 minuti e chi comprende che stiamo facendo un grande miracolo. Chi viene a vedere la partita non sa il lavoro che c’è dietro questi 49 punti in mezzo a tutte le difficoltà che abbiamo avuto dall’inizio dell’anno». Scala è un fiume in piena e continua quasi senza prender fiato: «Oggi c’è qualcuno che dal primo minuto ha fischiato questi ragazzi che stanno dando l’anima in tutta la stagione. Per questo abbiamo pensato fosse venuto il momento di dire quello che pensiamo nello spogliatoio. Abbiamo giocato contro una delle squadre più forti del campionato, e la prestazione è sotto gli occhi di tutti».
 

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