Calabro, l’addio a fine campionato
Il tecnico al capolinea: si punterà su un altro emergente Anche l’avventura del diesse Lauriola ai titoli di coda
CARPI Con la salvezza blindata dal pareggio contro l'Empoli in cassaforte e i play-off troppo lontani per rappresentare un orizzonte possibile, al Carpi non resta che concentrarsi sul futuro e sulle scelte da fare in vista della prossima stagione. Tre i nodi da sciogliere con maggior urgenza, a partire dal Melchiorri: la società avrà la possibilità di riscattare l’ex cagliaritano mettendo sul piatto 1,3 milioni in due anni. L’orientamento di via Marx è di far valere l’opzione, contando sulle risorse che dovrebbero entrare dalla cessione di Mbakogu al Leeds, ora più vicina dopo l’acquisizione della cittadinanza italiana da parte dell’attaccante. Il secondo nodo riguarda l’allenatore. Sul piatto della bilancia, oltre alla salvezza conquistata con largo anticipo, andrà pure quello che ha convinto meno, a partire dal (non) gioco espresso in tante occasioni, passando per i malumori del Cabassi fino alla mancanza di crescita: nel girone di ritorno, nonostante innesti di qualità come Melchiorri, Garritano e Di Chiara, la squadra finirà col mettersi in tasca meno punti di quelli dell’andata, quando ancora soffiava un’aria da Armata Brancaleone. Considerazioni che hanno spinto la società a guardarsi intorno già da qualche tempo, anche se le quotazioni di Alberto Bollini e Mauro Zironelli, primi nomi diffusi da radio mercato, appaiono in ribasso. Si andrà verso un emergente, quindi molto simile come profilo a quello dello stesso Calabro. L’ultimo nodo, non necessariamente in ordine di importanza, riguarda la figura del direttore sportivo. L’impressione è che l’avventura di Lauriola in biancorosso sia arrivata al capolinea, perlomeno in quel ruolo. Dalle stanze dei bottoni non escono indiscrezioni, ma anche per il diesse valgono i paletti fissati per il tecnico e difficilmente si punterà su un sostituto navigato. Piuttosto su qualcuno che sia disposto ad accettare la filosofia della società, mettendo al centro la preparazione atletica e rimanendo fedele ad un calcio fatto di solidità difensiva e verticalizzazioni, con un occhio sempre attento sul bilancio.
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