Marcello Chezzi, il biancorosso è nel suo destino
Ha debuttato in panchina in un Castelfranco-Carpi del 2005 Lo attende il Supercorso di Coverciano con deroga per la B
Alla fine di agosto saranno solo 42 anni, ma la carriera di Marcello Chezzi è già piena di tappe importanti e legata principalmente alla “sua” Castelfranco. Ecco dunque chi è e da dove arriva il nuovo allenatore del Carpi.
DAL CARPI AL CARPI Stagione 2005-2006, il Castelfranco inizia così così l’Interregionale. Dopo poche giornate il tecnico Francesco Salmi rassegna le dimissioni e la società decide di affidare temporaneamente la panchina al vice: il 29enne Marcello Chezzi. Prima sfida e sconfitta in casa della Castellana. Nonostante il ko, i biancogialli confermano l’allenatore che una settimana dopo può fare il suo esordio ufficiale. Avversario di turno? Proprio il Carpi. Il Castello gioca una gara gagliarda: al “Ferrarini” termina 2-2 (Visciglia, Koffi e doppietta di Gherardi).
CHE COPPIA CON PAOLO A casa Chezzi il calcio è una cosa seria, quando poi si parla del Castelfranco non ne parliamo. La passione per il biacogiallo va oltre ogni cosa. Lo sanno Marcello e il padre Paolo, totem del calcio dilettantistico nostrano. Lo stesso Paolo che si prende la responsabilità di lanciare il figlio in panchina, una decisione che costa non poche critiche ma che porta i suoi frutti. Dodici stagioni condite da tre playoff (due del girone, uno nazionale), una semifinale di Coppa Italia e una promozione in Lega Pro poi sfumata per mancanza di fondi. Nel mezzo un playout vinto e una retrocessione. Questo prima di passare al Savona nella scorsa stagione (playoff sfiorati).
CON TONI E FRUTTI Non solo allenatore, per Chezzi jr anche un passato da calciatore e da centrocampista. Inizio nella sua Castelfranco e poi l’approdo agli Allievi del Modena. Ad allenarlo un bomber come Sauro Frutti e in squadra un altro bomber del calibro di Luca Toni. Quindi la Berretti Crevalcore oltre a Crespellano, Fiorano e ancora Castelfranco tra serie D ed Eccellenza.
DIFESA A QUATTRO L’esperienza modenese in compagnia di due attaccanti di razza non condiziona il calcio di Chezzi. Il neo-tecnico biancorosso, infatti, è un cultore della fase difensiva. Nel tempo, l’ex Savona si è concentrato sulla fase di non possesso palla. Fondamentale cardine dei suoi allenamenti. Modulo? Il “carpigiano” 4-4-2, anzi per meglio dire 4-4-1-1. Al tutto aggiunge anche un gioco pratico, senza fronzoli e caratterizzato da corsa e agonismo.
BUROCRAZIA Le parole di Bonacini valgono ovviamente l’ufficialità, ma prima di sedersi in panchina a tutti gli effetti Chezzi dovrà entrare al Supercorso di Coverciano. Iter che già aveva coinvolto Calabro nella passata stagione. Per allenare in B è infatti necessario uno specifico patentino, lo stesso utile per la A. Bisognerà dunque aspettare sino alla metà di luglio, l’ingresso nella “classe” e la conseguente deroga dovrebbe essere una formalità.
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