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Il Carpi in maglia nera Caliumi: «È dura, ma possiamo risalire»

FABIO GARAGNANI
Il Carpi in maglia nera Caliumi: «È dura, ma possiamo risalire»

Il presidente: «Credo che questa squadra sia più forte dell’anno scorso. Finora tanti errori è un po’ di sfortuna»

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Claudio Caliumi non si immaginava certo che il decimo anno della sua presidenza, numero tondo da ricorrenza, portasse in dote il momento più delicato della storia recente biancorossa. E’ il primo a riconoscerlo, e non potrebbe essere altrimenti, vista la posizione in classifica del Carpi, appaiato sul fondo al Livorno: «Negli anni fatti con Stefano – dice il presidente Caliumi – questo è sicuramente quello più sofferto. La squadra non è partita bene e stiamo pagando qualche errore, oltre al fatto che i ragazzi non si sono mai trovati in questa situazione e stanno faticando ad uscirne». Non sono gli unici ad aver perso l’abitudine agli umori dei bassifondi, mai frequentati così a lungo nell’era Bonacini: «E’ una situazione in cui si è mai trovata neppure la società e che ora purtroppo dobbiamo affrontare. Ci avevano detto che quando sei lì dietro tutto diventa più complicato, ma noi ne eravamo sempre stati fuori ed ora lo stiamo provando sulla nostra pelle». La ricerca di una soluzione non ha orari, come dimostra la riunione dello staff dirigenziale nel post partita col Palermo durata fino a tarda notte. Potrebbe esser stata proprio quella la sede in cui è stato deciso l’annullamento del ritiro. Evidentemente, non era un ingrediente adatto alla ricetta per uscire dalla crisi. Servono altre componenti: «Dobbiamo creare un gruppo unito tra giocatori, allenatore e società. I primi dispiaciuti sono proprio i ragazzi, ma ci devono saltare fuori perché ne hanno le capacità. Quando abbiamo terminato il calciomercato ci eravamo detti, e tutt’ora ne siamo convinti, che questa squadra era superiore a quella dell’anno scorso. Nel calcio purtroppo ci vuole anche un po’ di fortuna. E noi non l’abbiamo avuta, né col rigore sbagliato contro il Brescia, né nel gol subito allo scadere contro il Cosenza, e neppure contro il Cittadella, col quale non meritavamo la sconfitta. Questa squadra potrebbe meritarsi dieci punti, ma purtroppo non è successo e ora ci troviamo in questa condizione che è dura e difficile, anche perché vedo che le altre squadre sono tutte vive. Sono convinto che con il lavoro, l’unione e la coesione potremo uscire da questa situazione». —

FABIO GARAGNANI

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