Viaggio nella crisi del Carpi che ora inizia ad avere paura
Al Tombolato smarrito anche quel barlume di gioco intravisto contro il Foggia La difesa fa acqua e l’attacco crea pochissimo: serve un cambio di marcia
Mentre la sabbia scende veloce nella clessidra, il Carpi si è di nuovo smarrito, travolto dalle sberle del Cittadella, capaci di stendere anche i più ottimisti. La sconfitta interna con il Foggia, perlomeno, aveva lasciato l’immagine di una squadra viva, con un capo e una coda, seppur col solito difetto di sempre sottorete. Al Tombolato si è smarrito anche qual barlume di gioco. Son mancati i cecchini e pure le occasioni da rete. E se davanti non si ride, dietro è peggio che viaggiar di notte: cinque gol in due partite, che ora fanno del reparto biancorosso di gran lunga il peggiore del torneo, con quasi due gol subiti a gara.
SENZA CAMBIO DI MARCIA
I rinforzi del calciomercato, tutti utilizzati da mister Castori ad eccezione di Crociata (ancora sulla via del recupero), avevano generato attese e alimentato speranze naufragate in 180 minuti. Non si immaginava certo un effetto Padova, capace di strapazzare 3-0 il Verona e sfiorare l’impresa a Venezia. Ma tra quello e due sconfitte consecutive ci passa un mare di lacrime. Servirebbe tempo per amalgamare i nuovi arrivati, dai quali sono arrivati segnali contraddittori, ma di tempo non ce n’è. Anche perché il Verona alle porte rischia di far precipitare i biancorossi all’ultimo posto della classifica, per ora evitato solo grazie ai passi falsi del Padova, sconfitto a Venezia, e del Livorno, bloccato in casa dal Pescara.
SE LA DIFESA NON RIDE
Non ride neanche l’attacco. Basti pensare che i capocannonieri della squadra rimangono Concas, Jelenic e Mokulu a quota tre! Solo Cosenza e Livorno segnano meno dei biancorossi, che detengono comunque la peggior differenza reti della categoria a -17. Ma più di questo, preoccupa la difficoltà del Carpi nel creare occasioni da gol. A Cittadella solo tre tiri tra i pali, una miseria in linea con tutte le ultime apparizioni, con un picco minimo a Venezia: un solo tiro a bersaglio.
SOLUZIONI
Ci vorrebbe la sfera di cristallo per risolvere il male oscuro del Carpi. Ma quello che preoccupa Castori va al di là degli indubbi limiti tecnici, ed anche del sistema di gioco. Riguarda piuttosto l’aspetto mentale e le infinite distrazioni che hanno condizionato il campionato biancorosso sin dall’epoca ‘chiezziana’, quasi senza soluzione di continuità. Per rimettersi in carreggiata servirà lo sforzo di tutti: della società sul mercato, del tecnico per trovare solidità, del gruppo per reagire alla depressione e coinvolgere i nuovi arrivati. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google

