L'avvocato Grassani: «C’è fermento sulla cessione del Carpi»
«Ammetto che ci sono stati alcuni interessamenti. Non mi è ovviamente permesso fare nomi e cognomi, dico solo che qualcosa si è mosso»
CARPI «Bonacini ci ha sorpreso di nuovo, questa volta con effetti speciali»: scherza, ma non troppo, Mattia Grassani. L’avvocato, che con il suo studio dovrà curare l’eventuale cessione del Carpi, si spiega meglio: «Non mi aspettavo tanto fermento attorno alla società biancorossa. Ammetto che ci sono stati alcuni interessamenti. Non mi è ovviamente permesso fare nomi e cognomi, dico solo che qualcosa si è mosso». Parole, queste, che vanno leggermente a cozzare con quanto dichiarato da Bonacini di recente. Stando, appunto, alle parole del professionista bolognese qualcosa in pentola bolle: «Segno evidente di quanto sia appetibile una società ben gestita, anche se la squadra sarà chiamata a giocare la serie C. La nostra politica comunque è una e una soltanto: astenersi perditempo. Inoltre patron Bonacini è stato chiaro con noi e anche nelle sue esternazioni pubbliche. Il tema centrale non è il denaro, ma il futuro del Carpi. L’intenzione primaria, nel caso di cessione, è quella di lasciare il club in mani sicure. E se non si troverà una soluzione al timone ci sarà ancora l’attuale proprietà». Nei giorni scorsi si è parlato di imprenditori e di un fondo d’investimento. Grassani non conferma, ma non smentisce: «Ripeto che non sarebbe corretto fare nomi. Ripeto anche che c’è un certo fermento e aggiungo che non saremo certo noi a rendere pubblici gli interlocutori». —
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