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Mancate iscrizioni, le casse del Carpi si riempiono

Fabio Garagnani
Mancate iscrizioni, le casse del Carpi si riempiono

Foggia e Venezia non godranno del “paracadute”, che si divideranno biancorossi e Padova. Oggi incontro Bonacini-Felleca

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CARPI. La via che porta alla cessione del Carpi si è fatta più tortuosa. Le mancate iscrizioni alla serie C di Foggia e Palermo innalzano infatti l’asticella delle garanzie richieste da via Marx per la cessione della società, e rischiano di disincentivare definitivamente eventuali interessati. Anche perché la torta da spartire è piuttosto rilevante: circa 2,4 milioni che ora non andranno né al Foggia né al Venezia, che dovrebbe essere ripescato in serie B a seguito della vicenda palermitana. Introiti futuri che aumentano il valore della società biancorossa e che rendono quindi necessario ricontrattare tutto, se mai bozza di contratto vi è stata. Vale anche per Roberto Felleca: l’ex Como era atteso oggi in città per un incontro che, prima degli ultimi eventi, era ritenuto decisivo.

UN PARACADUTE PER DUE

Il paracadute per le retrocesse dalla serie B vale all’incirca cinque milioni, che in origine dovevano essere ripartiti tra Padova (circa 800 mila), Foggia, Venezia (corca 1,2 milioni a testa) e Carpi (poco più di due milioni). La mancata iscrizione di Foggia e Palermo riduce il numero di squadre che si dividerà la fetta del paracadute, facendo rientrare in circolo circa 2,4 milioni, che ora spetterebbero a Carpi e Padova. Ai circa due milioni della distribuzione originaria, nelle casse di via Marx se ne aggiungerebbero ulteriori 1,6 alzando l’asticella delle garanzia che Felleca e soci dovrebbero presentare a sostegno dell’acquisto.

E POI ZANOLI E NZOLA

L’iscrizione del Trapani, a lungo in bilico tra scomparsa e serie B, rende definitiva la cessione di Nzola, e sono 400 mila che si aggiungono ai precedenti. Nel salvadanaio anche gli 1,3 milioni arrivati dal Napoli per il riscatto del baby Alessandro Zanoli. Un altro colpo in su all’asticella ma, di contro, risorse che possono contribuire ad una serena gestione di una stagione di serie C. Cioè senza eccessivi rischi, caratteristica che la renderebbe digeribile anche all’attuale proprietà, che dichiara per se stessa di esser giunta al capolinea. Il caso che ha cambiato le carte in tavole è ovviamente quello del Palermo. Salvatore Tuttolomondo, direttore finanziario di Arkus Network proprietaria dei rosanero, minimizza e addebita la mancata iscrizione a una causa di forza maggiore per un problema tecnico della piattaforma che emette i documenti di garanzie. Facile pronosticare uno strascico nelle aule della giustizia. Nel frattempo, il Carpi è più solido, il suo prezzo sale e si allontana l’ipotesi di cessione. —




 

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