Dakar Classic, missione compiuta per Stefano Sbrana: “Furia Rossa” è terza tra i camion
Il meccanico di Sassuolo, al debutto nel raid in Arabia, ha tagliato il traguardo con l’Iveco 80 Turbo del 1985 guidato dal pilota Andrea Cadei, con navigatore Marco Valentini: nell’ultima settimana hanno vinto anche due tappe
YANBU (ARABIA SAUDITA). Il traguardo della sua prima Dakar Classic è stato raggiunto ieri – sabato 17 gennaio – sulle sponde del Mar Rosso della penisola arabica a Yambu. Un traguardo raggiunto dopo due settimane di gara nel mitico rally con i suoi 7820 chilometri in 13 tappe di cui 4162 in prove speciali. Stiamo parlando di Stefano Sbrana, meccanico prignanese di Saltino titolare della officina Garad a Sassuolo e presidente della Cna locale, che ha realizzato quel sogno cullato fin da ragazzo guardando le imprese dei partecipanti alla Dakar. Un risultato che ha dello straordinario se si pensa che con il resto dell’equipaggio (composto da Marco Valentini, navigatore di Castellarano, e dal pilota bresciano Andrea Cadei) erano partiti con l’intento di fare un’esperienza senza particolari velleità.
La gara in Arabia
A bordo del camion vintage Iveco 80 Turbo del 1985, realizzato tra Sassuolo e Castellarano, i tre hanno intrapreso questa avventura da principianti e per questo si erano posti l’obiettivo primario di arrivare al traguardo. Sul “bestione” ribattezzato Furia Rossa ce l’hanno fatta, per di più con un ottimo piazzamento nella classifica generale della Dakar Classic per veicoli che hanno fatto la storia sportiva nelle competizioni. La gara era un rally incentrato su prove di regolarità con speciali dalle medie e tempi imposti a quelle di pura navigazione. Dal 23 gennaio, quando sono partiti con il prologo a Yanbu, giorno dopo giorno hanno accumulato esperienza e imparato come funzionava tanto che, dopo la giornata di riposo di sabato 10 gennaio, in quest’ultima settimana si sono messi in grande evidenza con due vittorie di tappa. Nessuno ha voluto dar loro consigli, anzi sembravano essere temuti per la classifica finale. Le soddisfazioni ma anche i guai non sono mancati, visto che anche nella penultima tappa di venerdì 16 gennaio - per recuperare dopo un errore - hanno messo a manetta Furia Rossa nell’ultima speciale. Il bestione rosso non ha retto, si è rotta la turbina e così gli ultimi 99 chilometri sono stati fatti ai 70 orari, tanto il risultato era acquisito.
La soddisfazione
«Soddisfatti, felici di essere arrivati, ma fisicamente devastati» - ha dichiarato al traguardo Sbrana, al quale non è certo mancato il lavoro che a Sassuolo ricopre quotidianamente come meccanico di camion. Ora è atteso al rientro con la medaglia che si è messo al collo in virtù del 3° posto tra i camion e 34° assoluto della Dakar Classic. Sbrana e soci possono esibire con orgoglio il titolo di “dakariani”, riservato solo a coloro che riescono a terminare questo massacrante rally dalla valenza mondiale.
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