Carpi, a Ravenna arriva un’altra sconfitta ma questa volta con rimpianti
I biancorossi cadono di misura al Benelli nonostante un secondo tempo dominato e un paio di occasioni clamorose fallite. Nona partita senza vittoria e crisi del gol
RAVENNA. Al Carpi non basta un secondo tempo di grande generosità, giocato per larghi tratti nella metà campo del Ravenna. Il “Benelli”, stadio mai domato dai biancorossi nei campionati del professionismo, si conferma terra stregata: la partita si decide tutta su una zolla maligna, quella che dopo un quarto d’ora tradisce Sorzi e scrive una sentenza tanto rapida quanto crudele, frutto anche di un paio di occasioni macroscopiche sprecate nei minuti finali. Il verdetto è severo, persino sproporzionato, per la squadra di Cassani, che sul piano del gioco certifica una crescita evidente rispetto a un mese fa, mostrando trame più ordinate e una personalità riconoscibile. Ma il calcio vive soprattutto di cifre, e i numeri restano spietati: nove partite senza vittorie, un solo gol messo a referto nelle sei gare del girone di ritorno. Statistiche che pesano, ma i semi per risalire sono stati gettati, pronti a germogliare quando il calendario e la sorte decideranno di concedere una tregua.
Il rimbalzo maligno
Mister Cassani deve rinunciare a Gerbi, Amayah e Pitti, mentre Puletto c’è per “far numero”, più che per reale disponibilità. Le condizioni non ottimali di Tcheuna suggeriscono poi prudenza sulla corsia destra, dove tocca a Pietra, preferito a Verza. Nel Ravenna, che passa alla difesa a quattro, spunta in panchina l’ex Poluzzi, arruolato nell’ultima sessione di mercato. Il Carpi cerca subito il recupero palla fin dentro la trequarti del Ravenna e l’atteggiamento paga: prima Cecotti, poi Giani s’infilano negli spazi giusti ma non trovano l’ultimo passaggio, quindi Rosetti prova la soluzione mancina dal limite sparando altissimo. Dopo un’incornata di Italeng che sfila a lato, è però il Ravenna a rompere l’equilibrio in modo beffardo. Al 16’, Corsinelli penetra centralmente in area e conclude in modo tutt’altro che irresistibile, ma il pallone rimbalza male e inganna Sorzi. Il portiere biancorosso viene superato, poi si avventa sulla sfera afferrandola quando ormai ha varcato la linea di porta per una manciata di centimetri. Questo, almeno, il verdetto della terna arbitrale anche dopo il consulto al Fvs. Il portiere biancorosso si riscatta poco dopo deviando con la punta delle dita un diagonale velenoso di Tenkorang, destinato all’angolino basso. Il Carpi non si fa prendere dallo scoramento, insiste nel pressing e si riaffaccia con alcune accelerazioni di Giani e con il sinistro di Pietra che costringe Anacoura a distendersi in tuffo. Concede però il fianco alle ripartenze dei padroni di casa con Italeng, alto e poi centrale, e Fischnaller, fuori di un metro. Pericoli scampati, ma quando si va negli spogliatoi la sensazione è di una partita tutt’altro che chiusa.
Ripresa all’assalto
Cassani mette mano alla lavagna tattica già all’intervallo: al rientro dagli spogliatoi Tcheuna rileva Rosetti, con Pietra spostato in mediana. Non passa nemmeno un minuto e proprio il nuovo entrato è protagonista di un presunto fallo di mano che induce Marchionni a bruciarsi la prima “card” Fvs. Il Carpi gioca con coraggio, sempre proiettato in avanti con il baricentro oltre la metà campo, ma la buona volontà non si trasforma in materia concreta. Sul taccuino delle occasioni finiscono così soltanto una scorribanda di Giani e un tentativo alto di Sall. Cassani allora pesca ancora dalla panchina: dentro il nuovo arrivato Gaddini per Casarini e Verza al posto di un Cecotti visibilmente malconcio. Marchionni risponde ridisegnando il Ravenna con un più prudente 3-5-2. Proprio due dei volti nuovi costruiscono l’occasione più limpida per il pareggio: Gaddini pennella un cross dalla sinistra, Verza sbuca sul lato opposto, colpisce di testa in solitudine ma manca lo specchio. Poco dopo, su corner battuto da Giani, una deviazione in mischia costringe Anacoura a una parata d’istinto; la palla poi danza beffarda sulla linea prima di essere spazzata via. Sono le ultime note di cronaca di una partita che scivola via fino al triplice fischio con il risultato più scontato sulla carta, ma non per questo meno amaro per il Carpi.
Il tabellino: Ravenna-Carpi 2-1
Ravenna (4-3-2-1): Anacoura; Corsinelli (72’ Da Pozzo), Bianconi, Esposito, Bani (79’ Solini); Tenkorang, Lonardi, Rossetti; Viola (79’ Spini), Fischnaller (72’ Rrapaj); Italeng (84’ Okaka). A disp. Poluzzi, Stagni, Zakaria, Mandorlini, Calandrini. All. Marchionni
Carpi (3-4-2-1): Sorzi; Zagnoni, Panelli (85’ Stanzani), Rossini; Pietra, Rosetti (46’ Tcheuna), Figoli, Cecotti (64’ Verza); Giani, Casarini (64’ Gaddini); Sall. A disp.: Scacchetti, Perta, Lombardi, Benvenuto, Giva, Rigo, Puletto, Mahrani. All. Cassani
Arbitro: Dini di Città di Castello
Rete: 16’ Corsinelli
Note: spettatori 3000 circa di cui 119 nel settore ospiti. Ammoniti: Panelli e Zagnoni. Angoli 6-5 per il Ravenna: Recupero: pt 4’; st 5’.

