Il Carpi ipoteca la salvezza
Lo scatenato Casarini con una doppietta abbatte il Pontedera nella prima mezzora, Verza uomo assist. Nel finale espulso Sall, ma i toscani non ne approfittano
CARPI. È un sospiro che sa di liberazione quello che si leva dal Cabassi. La vittoria del Carpi sul Pontedera vale molto più di tre punti, sia in classifica che nel morale, perché è una risposta netta alle paure accumulate in un ritorno logorante, in cui il vantaggio dell’andata sulla zona playout si era progressivamente consumato giornata dopo giornata.
Si arrivava a questa sfida con il groppo in gola e la tensione delle gare da non sbagliare. Il Carpi, però, non ha tremato: ha giocato con lucidità e pragmatismo, centrando l’obiettivo grazie all’uno due che ha messo in discesa la gara già nel primo tempo con la doppietta del carpigiano Casarini, la prima della lunga carriera. Nell’ultimo quarto d’ora c’è voluta anche la capacità di soffrire, con la squadra in 10 per l’espulsione di Sall.
La squadra di Cassani risale così in classifica ed ora può essere ragionevolmente certa della salvezza anche con un arrivo al quart’ultimo posto. E poi c’è il margine sulla Torres e sulla Sambenedettese, con il vantaggio negli scontri diretti che pesa quanto un punto. La salvezza non è ancora matematica, ma ora ha contorni nitidi ed è lì, a portata di mano.
L’asse Verza-Casarini
Privo di Giani e Gerbi - in panchina solo per spirito di gruppo - Cassani si affida a Verza e Pitti sugli esterni, mentre in mezzo al campo ripristina l’assetto più rodato con Figoli al fianco di Rosetti. Sulla trequarti ritrova Casarini. Sul fronte toscano, il tecnico Braglia - alle prese con una striscia personale senza vittorie che dura da 23 partite - ne cambia 4 rispetto all’ultima gara e passa al 3-4-3. Il Carpi approccia la gara con intensità, squadra compatta, linee corte e verticalizzazioni immediate alla ricerca di Sall e degli inserimenti dei trequartisti, senza rinunciare agli affondi sulle corsie laterali. Ed è proprio dalla fascia destra che nasce il vantaggio: al 10’, Verza sfonda e pennella verso il cuore dell’area, dove Casarini irrompe sul secondo palo, anticipa Cerretti e insacca. Dopo una fase fatta di schermaglie, il Carpi colpisce ancora con un’azione in fotocopia: Verza sulla destra, Casarini finalizzatore.
Stavolta l’inserimento è sul primo palo e la conclusione è un tocco di tacco tanto elegante quanto efficace. Il Pontedera ci prova con due conclusioni fuori misura di Nabian e Manfredonia, ma la partita resta saldamente nelle mani dei biancorossi, tanto che al 36’ Braglia è costretto a ridisegnare l’assetto con l’ingresso di Capone al posto di Mbambi, fino a quel momento in evidente difficoltà contro un imprendibile Verza. Ma dalle parti di Sorzi continuano a non arrivare pericoli degni di nota fino all’intervallo.
Un finale nervoso
Nella ripresa il Carpi amministra il vantaggio senza concedere spazi a un Pontedera incapace di alzare davvero i giri del motore. Per lunghi tratti, l’emozione più intensa resta l’applauso del Cabassi al momento dell’uscita di Casarini. Poi, all’improvviso, la partita cambia pelle e si incattivisce. Le tensioni salgono e a farne le spese è Sall, bersaglio di due gomitate ravvicinate da parte di Piana in mezzo al campo. Poco dopo, nel contatto con Cerretti, l’arbitro ravvisa un gomito alto proprio dell’attaccante e sventola il cartellino rosso, confermato dopo la revisione al monitor. L’ultimo quarto d’ora si trasforma così in una prova di resistenza per i biancorossi, costretti a stringere i denti in inferiorità numerica.
A complicare ulteriormente il quadro arriva l’infortunio di Pietra, costretto a uscire pochi minuti dopo il suo ingresso. Eppure, proprio dalla freschezza dei subentrati il Carpi trova energie preziose per serrare le linee e condurre in porto la vittoria senza concedere vere occasioni. Ma il finale è incandescente: vola un altro rosso, stavolta per Leo, protagonista di un acceso confronto con la panchina biancorossa, mentre anche Gerbi viene espulso direttamente dalla panchina. La tensione non si placa nemmeno al triplice fischio, prima che il Carpi possa finalmente raccogliere gli applausi della Bertesi-Siligardi, suggellando la vittoria.
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