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Bonzanini punta in alto: «Carpi come un piccolo Bilbao»

di Fabio Garagnani

	Enrico Bonzanini, direttore generale dei biancorossi (Foto: Alessandro Torelli)
Enrico Bonzanini, direttore generale dei biancorossi (Foto: Alessandro Torelli)

Il direttore generale biancorosso svela la strategia per il futuro: «Sei-sette giovani nel giro della prima squadra»

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CARPI. Per un Carpi che continua ad allenarsi aspettando il rompete le righe, ce n’è un altro che ha già acceso i motori della prossima stagione. Perché il calcio non concede tregua: chi programma in ritardo parte sconfitto. Archiviato il capitolo Cabassi con la proroga della convenzione per altri 3 anni, il direttore generale biancorosso Enrico Bonzanini guarda avanti. E il futuro, almeno dal punto di vista infrastrutturale, ha il colore verde del sintetico. «Durante questa stagione – spiega Bonzanini – ci è capitato di giocare partite con Under 16 e Under 15 dopo avere svolto un solo allenamento settimanale. Una situazione che non dovrà più ripetersi. L’impegno dell’amministrazione comunale ci rassicura, perché è stata presa una posizione che abbiamo molto apprezzato: una volta conclusi gli investimenti sugli impianti indoor, concentrare le risorse sul nuovo campo sintetico».

Dove nascerà e con quali modalità è ancora da stabilire, ma la posizione del club è chiara. «La società – prosegue il dg – ha dato disponibilità a sospendere l’attività su uno dei campi del Sigonio nel periodo autunnale per consentire i lavori. È una zona che, anche grazie alla nostra presenza, ha ritrovato vitalità. C’è uno scambio continuo con il Centro anziani, una collaborazione che fa bene a tutti. In prospettiva quella struttura potrebbe persino diventare una foresteria, senza alcuna pretesa che sia il Carpi a gestirla. Inoltre abbiamo dato disponibilità a condividere il campo, in caso di necessità, con tutte le società calcistiche cittadine, compatibilmente con i calendari».

«Vogliamo far giocare e divertire i ragazzi»

Il Carpi ha fame di campi perché ha fame di futuro. Il settore giovanile non viene vissuto come un semplice obbligo regolamentare, ma come una risorsa strategica decisiva per la sostenibilità e la crescita del club. Da qui a giugno sarà uno dei fronti più impegnativi per chi lavora dietro le scrivanie. «Stiamo cercando di costruire un piccolo Bilbao – racconta Bonzanini – che valorizzi i talenti del territorio. Vogliamo mettere ogni anno l’allenatore della prima squadra nelle condizioni di avere 6 o 7 giovani tra cui scegliere stabilmente. Questo significa aumentare il minutaggio in campionato, ma anche diventare più competitivi e attrattivi rispetto ai settori giovanili che ci circondano». Il progetto continua ad allargarsi: «Nella scorsa stagione abbiamo aggiunto due squadre; quest’anno speriamo di inserire anche Under 9 e Under 10 grazie alla collaborazione con l’Academy Cabassi, arrivando così a coprire tutte le fasce d’età dall’Under 8 fino alla Primavera». Un percorso costruito su basi solide. «Tutti gli allenatori del settore giovanile sono stati preziosi – sottolinea il direttore generale – mostrando una crescita evidente soprattutto nel girone di ritorno. Vale anche per la Primavera, che ha affrontato il campionato con metà rosa sotto età per precisa scelta societaria. Gian Loris Rossi è stata una delle fortune di questa stagione: ha portato identità tattica e grande disponibilità».

La linea del club resta chiara. «La nostra missione non coincide soltanto con il risultato sportivo. Dall’Under 14 in giù vogliamo soprattutto far giocare e divertire i ragazzi, creando le condizioni perché il maggior numero possibile possa salire di categoria. Terminato l’iter delle iscrizioni, ci confronteremo con il responsabile Gianni Pellacani e partirà tutta la programmazione. Il mio desiderio è confermare tutti, compresi gli staff».

Salary cap e non solo

Dopo una stagione sperimentale, il salary cap diventerà operativo anche in Serie C. Un tetto alla massa salariale, accompagnato da controlli e sanzioni, destinato a cambiare gli equilibri del campionato. E il Carpi, sotto questo aspetto, parte in vantaggio. «Il Carpi crede fortemente in questo principio voluto dal presidente di Lega Marani – conferma Bonzanini – perché significa considerare le società calcistiche come aziende normali. E non esiste alcuna azienda sana che possa permettersi un costo del lavoro superiore al 50% del fatturato. Noi, per mentalità e formazione, eravamo già dentro quei parametri». La vera sfida, però, resta aumentare i ricavi. «Per questo continuo a dire che Carpi deve aiutare Carpi. L’imprenditoria del territorio deve continuare a sostenerci e noi dobbiamo essere capaci di meritarlo. Allo stesso tempo bisogna coinvolgere le nuove generazioni e migliorare la recettività dello stadio. Il Cabassi, con la sua curva meravigliosa, lo vivi davvero soltanto quando il tempo lo permette». Infine, due proposte di Bonzanini per il futuro del sistema calcio: «Bloccare il mercato alle società penalizzate, sia in estate sia a gennaio, e vietare i cambi di proprietà durante la stagione».

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