Il ds Bernardi: «Carpi resta nel cuore»
E il presidente Lazzaretti stringe per Olivieri, ex Ravenna, al posto dell’ex direttore sportivo ora alla Reggiana
CARPI. Entra Gianluca Olivieri, esce Marco Bernardi. Sono porte girevoli, o meglio scrivanie girevoli, quelle della sede dell’Ac Carpi, dove si sta consumando un cruciale cambio al vertice dell’area tecnica, quella della direzione sportiva.
Un ruolo che l’ex Ravenna Olivieri erediterà da Bernardi, accasatosi alla Reggiana dopo due anni di successi con il Carpi. È proprio l’ex ds biancorosso ed attuale granata a salutare la città dei Pio con una piccola carrellata di queste ultime due stagioni che hanno coinciso col ritorno del club tra i professionisti.
Bernardi, che ricordi ha di questi due anni in biancorosso?
«Rimangono solo ricordi positivi, sono state due stagioni importanti, molto positive. Arrivare nei professionisti per la società è stato un salto importante e consolidarci senza restare nemmeno un giorno nei playout è stato sicuramente un traguardo importante e non scontato, soprattutto perché in questi due anni la squadra ha sempre praticato un calcio propositivo in un ambiente che si è sempre dimostrato caldo e vicino ai ragazzi e alla società. I tifosi hanno capito il lavoro che è stato fatto e di questo li ringrazio».
Due salvezze conquistate in anticipo in un girone, l’ultracompetitivo B, sono effettivamente un bel traguardo.
«Ho detto più volte che ogni anno che il Carpi si salva in C c’è da festeggiare. Parliamo di una realtà in cui il presidente fa sforzi importanti ma bisogna essere contenti e soddisfatti di queste salvezze, perché in questo calcio riuscire a restare in C con una realtà solida e seria non è certo semplice. Ci sono sempre più società in difficoltà che saltano, a Carpi non succede perché il presidente è una persona seria che non fa mai mancare nulla ma senza mai fare il passo più lungo della gamba».
Qual è la soddisfazione più grande?
«Al di là del risultato sportivo, sono due: la prima e l’essere sempre stato in completa sintonia col presidente nel modo di intendere un calcio sostenibile, lavorando con idee, scommesse dalla D e giovani, per una pseudo-sostenibilità dell’azienda abbinata al risultato sportivo. Dico pseudo-sostenibilità perché una realtà come il Carpi non si mantiene certo con le sue sole forze ma necessita comunque di uno sforzo importante della proprietà. In questo contesto credo di aver dato un contributo nella crescita della società sul lato sportivo».
Qual è invece, se c’è, il rimpianto?
«Grandi rimpianti non ne ho, rifarei tutto quello che ho fatto perché anche le scelte sbagliate le ho sempre fatte pensando di fare le cose giuste per il bene del Carpi».
C’è un’operazione di mercato, in entrata o in uscita, di cui va particolarmente fiero?
«In uscita è ovvio che abbiamo perso un giocatore importante a livello tecnico ma la cessione di Cortesi è stata pesante a livello finanziario. In entrata è difficile sceglierne una, sono contento di essere riuscito a dare un’ossatura alla squadra e aver creato valore al Carpi. Giani è stato un colpo molto importante ma purtroppo per problemi fisici è una scelta che non ha pagato».
Come si è lasciato col presidente Lazzaretti?
«Col presidente ho un rapporto speciale, lavorativo ma anche umano, non so se da padre e figlio ma sicuramente tra amici. Tra Correggio e Carpi ho fatto 4 anni con lui ma da quando l’ho conosciuto sono passati otto anni e lo ringrazierò sempre per questa esperienza. Ha capito quanto fosse importante per me l’opportunità che mi è stata offerta a Reggio e non ha ostacolato una mia partenza».
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La scelta del presidente Lazzaretti è fatta: il successore di Bernardi sarà l’ex Ravenna Olivieri, che dovrebbe firmare ed essere ufficializzato nelle prossime ore. Il dirigente si metterà quindi al lavoro sui rinnovi dei calciatori in scadenza il prossimo 30 giugno: Verza, Casarini, Sorzi e Figoli sono quelli in predicato di ricevere un’offerta per restare ancora in biancorosso. Parallelamente, il dg Bonzanini chiuderà entro venerdì 12 giugno la scelta del segretario che subentrerà al partente Dal Ben: la rosa dei papabili si è ridotta a tre nomi.
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