Il Carpi ha il mal di Cabassi: appena due vittorie nel 2026
Il bilancio stagionale è di due pareggi e altrettante sconfitte
CARPI. È un Carpi afflitto dal «mal di Cabassi» quello uscito sconfitto domenica dall’Arzignano.
Tra le mura amiche è la seconda caduta stagionale, dopo quella con il Cittadella, e va ad aggiungersi ai pareggi contro Juventus Next Generation e Ospitaletto.
Un copione che si ripete
Il conto è magro: due soli punti in quattro partite, nessuna vittoria. Il «mal di Cabassi» non è però un accidente legato all’ultima domenica. È ormai una costante delle stagioni professionistiche dell’era Lazzaretti. Quello che per ogni squadra dovrebbe essere un fattore di vantaggio – il conforto del “fortino”, l’abitudine al prato amico, la spinta della propria gente – per il Carpi si è rivelato fin qui poco più d’un dettaglio. Così fu nel primo campionato di Serie C, con Serpini al timone: 5 vittorie e 22 punti conquistati al Cabassi, 6 successi e gli stessi 22 punti in trasferta. Il copione non cambiò nella stagione seguente, con Cassani alla guida: 20 punti e 4 vittorie in casa, 6 successi e ancora 20 punti lontano dal proprio campo.
Ma quest’annoc’è un’anomalia
L’annata corrente ha già esasperato il paradosso: quattro punti raccolti in trasferta, appena due tra le mura amiche. Un dato tutt’altro che trascurabile, considerato che negli 82 campionati disputati dal Carpi dal secondo dopoguerra, in sole quattro occasioni è accaduto che i punti in casa fossero meno di quelli conquistati in trasferta, e sempre nel nuovo millennio: una volta in Eccellenza, due in Serie D e una in Serie B. Stringendo la ricerca alla sola terza serie, il bilancio delle prime quattro in casa è invece il peggiore di sempre e “batte” i tre punti conquistati in tre occasioni negli anni Novanta.
Una anomalia che nell’era Lazzaretti si manifesta soltanto nel professionismo. Perché in Serie D, invece, il fattore campo aveva detto eccome la sua.
Basti pensare alla stagione della promozione in C: 39 punti in casa contro i 29 raccolti in trasferta. Il Cabassi, insomma, che dovrebbe essere il luogo della confidenza e della sicurezza, per il Carpi sta assumendo da qualche stagione le sembianze d’un campo come un altro. Un paradosso curioso, ma la ruvida sincerità dei numeri continua a raccontarlo. E quando il Carpi, dopo le trasferte di Vercelli e Crema (sponda Pergolettese), affronterà il Lumezzane, sabato 17 ottobre in casa, saranno passati 190 giorni dall’ultima vittoria al Cabassi. Tanti, troppi.
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