Cassani sprona il Carpi: «Dobbiamo ritrovare serenità»
L’allenatore dei biancorossi: «Momento difficile, complicato dalle decisioni arbitrali»
CARPI. Altri due gol nel sacco, a ingrossare un conto già troppo salato. La trasferta di Vercelli s’è rivelata amara per il Carpi e ha ribadito, se mai ce ne fosse bisogno, la fragilità difensiva che accompagna i biancorossi fin dall’alba del campionato.
Diciassette reti subite in otto gare
Un solo clean sheet nelle prime otto giornate, coinciso peraltro con l’unica vittoria stagionale, quella sul campo dell’Albinoleffe. Nelle altre sette partite sono piovuti 17 gol: più di 2 a gara. Una enormità. Eccola, in buona parte, la spiegazione delle cinque partite consecutive senza vittoria.
Perché se fino a domenica 4 ottobre la vena dell’attacco aveva saputo tamponare le falle di retroguardia, ora ha cominciato a steccare anche la prima linea: 220 minuti di digiuno. E quando davanti non si segna più e dietro si continua a concedere, la coperta diventa fatalmente troppo corta.
Ma Cassani non rischia
Per mister Cassani (la cui posizione non è a rischio), contro la Pro Vercelli il Carpi ha perso troppi duelli individuali. Ma la partita, a suo dire, «l’ha determinata al novanta per cento Sow - ha detto il tecnico nel dopopartita del Piola - perché è un duello difficile da gestire. Ha tanta qualità e ha rotto gli equilibri».
Cassani, tuttavia, assolve i suoi uomini: «Dopo l’Arzignano avevamo chiesto di mettere in campo tutto quello che avevano, e l’hanno fatto. Hanno dato quello che potevano». Poi ci sono gli episodi, quei dettagli che nel calcio hanno spesso il vizio di diventare sentenze. «Sono alcune partite in cui stiamo subendo decisioni che determinano i momenti chiave. Con l’Arzignano ci assegnano un rigore e ce lo levano, poi ci lasciano in dieci. A Vercelli di nuovo il rigore. Sono momenti chiave che determinano. È già da un po’ che succede e vorremmo sapere perché».
La classifica mette qualche brivido
Quel che resta, intanto, è una classifica che comincia a mettere qualche brivido. Siamo ancora all’inizio, certo, e il tempo per raddrizzare la rotta non manca. Ce n’è anche per dare una ripulita a una statistica dei gol incassati che comincia a farsi imbarazzante. Per ritrovare un passivo di 17 reti dopo otto giornate bisogna tornare indietro nella storia: alla stagione della Serie A, quando furono addirittura 19; prima ancora alla C2 del 1999-2000; e, andando ancora più a ritroso, al 1948. Un passato che il Carpi farebbe volentieri a meno di rispolverare. Che i biancorossi attraversino un passaggio delicato, del resto, lo sa bene anche Cassani: «Non stiamo facendo bene, perché quando vinci una partita su otto vuol dire che non stai facendo bene. Dobbiamo ritrovare serenità e determinazione per uscire da questo momento difficile».
Le scelte tecniche non pagano
Nemmeno le scelte tecniche nell’undici iniziale hanno pagato. Non la scelta di Gasperini tra i pali, né l’esclusione di Morosini. «Volevamo più profondità, con Montipò, Puletto e Morosini rischiavamo di avere tanti giocatori da palla addosso, ma avevamo bisogno di attaccare la linea» - conclude Cassani.
Poco è cambiato, a dire il vero, quando l’ex Novara ha messo piede in campo. Ma a quel punto il risultato era già compromesso.
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