Da Modena al set de “Il Diavolo veste Prada 2”: «Le nostre scene con Lady Gaga e Meryl Streep, un sogno»
Roberta Agazzani e Claudia Tazzioli hanno partecipato come comparse al sequel dell’iconico film, appena approdato nei cinema: «Ecco quello che non si vede»
MODENA. Da ragazzine, quando era obbligatorio mettersi i jeans con lo strappo sul ginocchio per essere cool e nelle foto, causa apparecchio, si sperava sempre che non ci venisse chiesto di fare un sorriso a 32 denti, temevamo tremendamente che arrivasse la Miranda Priestly di turno a scrutarci con lo sguardo gelido, e a dirci: «È tutto», come faceva con la sua giovane stagista Andy Sachs. Poi cresci, hai la possibilità di andare con lei sul set de “Il diavolo veste Prada 2” e, pur di essere notata, speri quasi che te lo dica: «Tesoro, stai proprio male conciata così». Ecco, questo è il succo di quello che raccontano due modenesi dopo il primo giorno di proiezione nei cinema dell’iconico film “Il diavolo veste Prada”, ripensando al loro set da comparse a Milano a settembre.
Sul set blindatissimo
E lo fanno con ancora addosso la sensazione di essere finite, per qualche giorno, dentro un mondo magico e spietato. «Io e la mia amica Claudia Tazzioli, dopo aver partecipato al film Ferrari, siamo venute a conoscenza di quest’opportunità a Milano. Ci siamo candidate e ci hanno prese. Così siamo partite – comincia a spiegare Roberta Agazzani –. In tutto abbiamo preso parte a due scene tra Brera e palazzo Clerici. Ed è stata una cosa… stratosferica, proprio fuori da tutto quello che ti aspetteresti». «In Brera giravamo la sfilata con Lady Gaga, e io ero parte del pubblico. Poi, a palazzo Clerici, interpretavo una degli invitati che sfilava davanti a Meryl Streep, Anne Hathaway e Stanley Tucci. Li avevo lì, vicini a me. È stata una roba pazzesca». Le chiediamo subito se ci ha parlato e se ci si è fatta un selfie, ça va sans dire. Ma «no, perchè il set era iper blindato. Cellulari vietati. Non potevamo nemmeno tenerli in mano. Ci davano telefoni finti, con le cover abbinate ai nostri outfit. Se provavi a fare una foto… eri fuori». E qualcuno ci ha provato davvero. «Hanno beccato gente che registrava di nascosto la scena di Lady Gaga durante una sfilata e li hanno cacciati subito», svela la modenese. Almeno qualche gossip da camerino? «Nemmeno». «Non ho parlato con loro. Li guardi, sorridi, loro ricambiano. Fine – racconta –. Solo Stanley Tucci ogni tanto ha rotto il gelo chiacchierando con qualcuno di noi. Per il resto, aree separate».
Un’esperienza da sogno
Ma di quei giorni, Agazzani ricorda soprattutto una cosa: i costumi. «Una stanza… da perdere gli occhi. Una cosa che quando la vedi capisci veramente il livello del film. Io ho fatto tante comparse, ma questa… è stata la più bella. Un sogno». «Cosa vi aspetta nelle sale dei cinema in questi giorni? Non sarà iconico come l’originale, ma credo che in questo caso sia qualcosa di più di un semplice seguito». E allora, non resta che fare una cosa: correre al cinema. Sperando solo di non rompere il tacco prima di arrivarci.
