Gazzetta di Modena

L'iniziativa

“Archivissima”, viaggio tra storie e memorie perdute nella lunga Notte degli Archivi

di Michele Fuoco

	Tutto pronto per "Archivissima"
Tutto pronto per "Archivissima"

Porte aperte per l’importante manifestazione a Modena

4 MINUTI DI LETTURA





MODENA. È tempo anche di “Archivissima”, con il coinvolgimento di 14 archivi modenesi che propongono, da oggi (venerdì 5 giugno), un variegata carrellata di iniziative per la Notte degli Archivi. Il programma, per questa quinta edizione, prevede aperture straordinarie ed eventi gratuiti. Alla grande manifestazione nazionale partecipano:

  • Archivio Storico del Comune di Modena,
  • Archivio storico diocesano di Modena-Nonantola,
  • Biblioteca civica d’Arte Poletti,
  • Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena,
  • Archivio storico del Consorzio della Bonifica Burana,
  • Fondazione Collegio San Carlo,
  • Archivio ANMIG Modena,
  • Istituto storico di Modena,
  • Centro documentazione donna,
  • Archivio Storico BPER Banca,
  • Archivio Architetto Cesare Leonardi,
  • Collettivo Amigdala con Archivio delle Fonti Orali
  • Archivio della Provincia di Modena
  • Polo Archivistico storico Unione Terre di Castelli, con sede a Vignola

Il dettaglio degli appuntamenti

L’evento porta a considerare, come indica il tema, “Quello che non c’è”: una riflessione dedicata alle assenze, ai silenzi, alle memorie perdute, ai documenti nascosti e a tutto ciò che gli archivi conservano o raccontano indirettamente”. Grande la soddisfazione di Debora Dameri, direttrice Biblioteche e Archivio Storico del Comune di Modena, per i tanti archivi storici legati alla città, ma anche per il Collettivo Amigdala che propone a OvestLab (via Nicolò Biondo 86) PerMeA, un’esperienza partecipativa che trasforma il Villaggio Artigiano in una mappa di desideri e possibilità. «L’offerta culturale è molto vasta e riuscirà a coinvolgere il grande pubblico». Roberta Cavani, vicepresidente di Anmig Modena, è orgogliosa del piccolo archivio a carattere storico nella Casa del Mutilato “Gina Borellini”, in viale Muratori 201. «Dal 1917 sono state raccolte cartelle cliniche e storiche di nostri bisnonni, nonni e padri che dalle guerre del 900 sono tonati con mutilazioni. Dalle 18 di venerdì parliamo anche della casa che riflette, con il cambiamento della struttura, l’impronta che gli eventi storici hanno determinato». Singolare la presenza dell’Archivio Unione Terre di Castelli, a cui sono uniti Castelfranco e Nonantola, che per il presidente Jacopo Lagazzi è «motivo di orgoglio. Il compito degli archivi è di fare archiviazione, ma soprattutto divulgazione di ciò che è successo nel tempo. Il nostro evento è legato alla gestione delle risorse idriche per lo sviluppo del territorio. In particolare del Canale Torbido che parte da Savignano e attraversa Castelfranco e arriva a Nonantola. Sono storie di comunità e confini, diritti e abusi, autorità locali e statali… Il nostro materiale è importante per essere tutelati». L’Istituto storico di Modena propone una serie di iniziative che iniziano già dal pomeriggio e che vertono sul tema “Una democrazia senza esperienza”. Un incontro con Luca Baldissara, dell’Università di Bologna, e Nadia Urbinati, della Columbia University di New York, autori del volume “Nata democratica” (Il Mulino 2026). Alle 15, in Istituto storico, in via Menotti 137, si sfoglieranno i giornali delle prime elezioni libere in “Sala Stampa 1946”. La manifestazione permette di scoprire diversi luoghi, con eventi di unicità e di straordinario interesse. Alla mostra di Andrea Chiesi presso l’Archivio Storico del Comune di Modena si aggiunge quella alla biblioteca Luigi Poletti, dove Ada Defez, attraverso i suoi progetti, ha immaginato una città inclusiva, attenta alle relazioni sociali e alla responsabilità dell’architettura. Le carte del suo archivio restituiscono una riflessione ancora attuale sul modo di costruire gli spazi urbani. Vari i percorsi: dalla Fondazione Collegio San Carlo, dove antiche musiche riemergono grazie al dialogo tra tecnologia e arti visive, all’Archivio storico diocesano di Modena-Nonantola (corso Duomo 34), dove la musica delle Quarantore torna a risuonare grazie a esecuzioni dal vivo; dall’Archivio storico Bper, in via Danimarca 140, dove si esplora il tema dell’immaterialità del credito attraverso un podcast realizzato con l’intelligenza artificiale, all’Archivio della Provincia di Modena, con una installazione di immagini e parole per promuovere il suo archivio; dal Centro di Documentazione donna di Modena, in strada Vaciglio Nord 6, che pone l’accento sui diritti e la libertà delle donne dalla Resistenza ai giorni nostri, al Consorzio della Bonifica Burana, in corso Vittorio Emanuele II 107, che racconta la trasformazione del rapporto tra servizi idraulici e territorio. All’Accademia Nazionale di Scienze Lettere e Arti di Modena (corso Vittorio Emanuele II 59), vengono riportate alla luce architetture scomparse attraverso i disegni dell’architetto Teobaldo Soli.

L’omaggio a un volontario storico

«Archivissima continua il suo percorso di crescita – sottolinea l’assessore Andrea Bortolamasi – aprendo le porte degli Archivi della nostra città a un pubblico ampio e diffuso. Dal 2022 si è sviluppata una rete di collaborazioni per valorizzare gli archivi che rappresentano la memoria, la storia individuale delle nostre comunità». Durante la presentazione l’assessore ha consegnato il “grosso”, la prima moneta coniata dalla comunità modenese nel XIII secolo, a Walter Bonacini, volontario storico dell’Archivio comunale. Ciò accade nell’anno in cui Modena è capitale italiana del Volontariato.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Gazzetta di Modena per le tue notizie su Google