Mazzetti nuova preside al Cavazzi Sorbelli di Pavullo: «Scuola da fare crescere insieme»
Dopo 17 anni, cambio nel principale istituto dell’Appennino modenese al termine di mesi burrascosi con i due scioperi di studenti, docenti e personale Ata: «Dialogo con i genitori e con il territorio sono aspetti prioritari, la scuola deve formare e non solo dare nozioni»
PAVULLO. Cambio “epocale” all’istituto Cavazzi Sorbelli di Pavullo, la principale scuola dell’Appennino modenese (liceo, tecnico e professionale) con più di mille studenti. Dopo 17 anni di dirigenza di Stefano Graziosi, arriva una nuova guida: l’Ufficio scolastico regionale ha ufficializzato la nomina di Annalisa Mazzetti, figura molto conosciuta sul territorio sia per la lunga esperienza di insegnamento che da dirigente (da sei anni alla Direzione didattica di Pavullo e da cinque anche in reggenza a Serramazzoni). La scuola nei mesi scorsi aveva espresso con forza una richiesta di cambio di passo nella gestione, manifestata con due scioperi ravvicinati: quello degli studenti (a febbraio) e quello che ha coinvolto anche prof e personale (a maggio). Ad attendere la nuova preside quindi ci sono molte aspettative e un incarico sicuramente impegnativo. Ma lei non sembra affatto spaventata.
Come accoglie la nomina?
«La ritengo un grande onore e una grande occasione: il Cavazzi Sorbelli è una scuola di riferimento per tutto il Frignano. Io vivo qui, l’ho sempre sentita vicina, ma soprattutto ho sempre percepito la vicinanza del territorio alla scuola, quando le cose funzionano. È un aspetto che mi incoraggia molto, e spero di fare emergere questo primo importante punto di forza».
L’altro punto di forza?
«Sono senz’altro le persone, a partire da una comunità di professori capaci e animati da grande passione nel rapporto con gli studenti. Nell’ambito dei rapporti tra scuole, ho avuto modo di toccare con mano questo aspetto, e farò di tutto per valorizzarlo».
Che visione di scuola ha?
«Per me la scuola deve mirare al successo formativo, che non si misura solo con l’apprendimento di nozioni. Io guardo a una scuola che, specie nei riguardi degli adolescenti, insegni a stare al mondo, insegni il rispetto per gli altri ma sproni anche a seguire le proprie passioni. A volte percepisco sfiducia verso il mondo giovanile, io invece vedo nei giovani d’oggi tanto spirito d’iniziativa, coraggio e competenze trasversali che ora la scuola è in grado di riconoscere e valorizzare, se vuole».
A volte è difficile anche il rapporto con i genitori...
«È importante valorizzare l’apporto che i genitori possono dare alla scuola. A volte si generano incomprensioni perché non si spiegano bene le cose, ma io sono convintissima che non ci debba essere nessuna barriera tra scuola e genitori, anzi: siamo entrambi dalla stessa parte, vogliamo la crescita di ragazze e ragazzi. E quando scuola e genitori guardano nella stessa direzione, si riesce a incidere».
È una scuola che viene da mesi burrascosi che hanno evidenziato problemi seri…
«Io guardo avanti: è una scuola che ha sempre avuto la stima di tutti, ci sono tutte le potenzialità per lavorare bene e in sintonia, affrontando di volta in volta le situazioni. A partire dai consistenti lavori in atto sull’edificio, che provocano inevitabilmente disagi: ci dovrà essere massima trasparenza e chiarezza sulle varie fasi, in modo da affrontare le criticità insieme. A volte si parla di solitudine del dirigente: per me non è mai stato così, ho sempre cercato di affrontare le cose con spirito di squadra».
E gli altri incarichi?
«Io sono rimasta molto legata alla Direzione didattica di Pavullo e a Serra: se ad agosto verranno affidati incarichi in reggenza, continuerò a dare la mia disponibilità».
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