Amo, nuovi sequestri della Guardia di Finanza per indagare sul maxi-buco
Le Fiamme Gialle a casa dell’ex dipendente per prendere computer e smartphone. Il suo avvocato replica: «Stiamo raccogliendo tutti gli atti per provare la sua innocenza»
MODENA. Sono stati sequestrati anche il computer lo smartphone della dipendente di aMo indagata per l’ammanco da oltre 500mila euro all’Agenzia per la Mobilità.
L’operazione della Guardia di Finanza
Il sequestro è avvenuto ad opera della Guardia di Finanza lunedì, nell’ambito della doppia perquisizione che le Fiamme Gialle hanno messo in atto. Innanzitutto presso la sede dell’agenzia a Modena in Strada Sant’Anna. E poi – ma in realtà praticamente in contemporanea – presso l’abitazione della donna, in provincia. Lei si è mostrata collaborativa, permettendo ai finanzieri di acquisire tutti i documenti utili alla ricostruzione dell’accaduto. Operazione per la quale, su delega della Procura, hanno ritenuto indispensabile anche l’acquisizione dei supporti informatici al servizio della donna: scontato il sequestro del pc, nel quale possono essere stati archiviati gli atti. Quello dello smartphone invece a una prima battuta fa pensare anche alla necessità di ricostruire, oltre ai movimenti finanziari, anche eventuali conversazioni. Aspetto che potrebbe rivelarsi molto interessante ai fini d’indagine per accertare eventuali responsabilità per l’accaduto che coinvolgono anche altri nel significativo arco di tempo in cui è maturato un ammanco così importante.
La dipendente rompe il silenzio
La perquisizione è stata minuziosa: presso la sede di Strada Sant’Anna la Guardia di Finanza è rimasta praticamente per tutta la giornata di lunedì, e anche per parte della notte. Più breve la ricerca nell’abitazione della donna, ma è stata comunque un’attività significativa. Da parte sua, attraverso il suo avvocato la dipendente indagata per la prima volta ompe il silenzio e mostra serenità di fronte alla situazione: «Stiamo raccogliendo tutta la documentazione comprovante l’estraneità ai fatti della signora» sottolinea il legale. Il caso, portato alla luce dalla Gazzetta il 20 giugno, è nato dal bilancio consuntivo 2024 di aMo, nel quale è stato evidenziato un ammanco di 400mila euro a partire dal 2019, per superare poi i 500mila tenendo conto dei primi numeri emersi per il 2025. Un ammanco per il quale l’agenzia ha accusato l’ex dipendente (licenziata ad aprile), che risulta ad oggi l’unica indagata.
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