Gazzetta di Modena

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Il ricordo straziante

La gravidanza tanto attesa, poi la tragedia a pochi giorni dalla nascita di Aurora: «Stefania, siamo ancora increduli»

di Mattia Vernelli

	Stefania Palmieri aveva 36 anni
Stefania Palmieri aveva 36 anni

Lunedì 10 novembre i funerali della 36enne morta nell’incidente sull’A22. Il padre: «Le ho dato un bacio prima che partisse, poi mi hanno telefonato per dirmi che era morta». Il titolare di Autry: «Aveva deciso di congedarsi da noi a luglio per poter fare pienamente la mamma»

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MODENA. Si sarebbe chiamata Aurora. Era una bimba, sarebbe nata la prossima settimana. Stefania Palmieri, 36 anni, cercava da tempo la gravidanza. La sua vita e quella della piccola che aveva in grembo sono state spezzate dal terribile incidente avvenuto venerdì 6 novembre sull’autostrada del Brennero, tra Mantova e Nogarole Rocca.

Il dolore di papà Beniamino

Alcune ore prima aveva salutato suo papà, Beniamino Palmieri, noto medico modenese ed ex professore universitario di Unimore. «Alle otto l’ho chiamata – racconta il padre –, perché la sua auto non mi permetteva di uscire di casa. Ci siamo salutati e le ho dato un bacio, sapevo che si sarebbe messa in viaggio verso Verona. Alle 12 è arrivata la chiamata. Stefania è morta. Non riuscivo a credere a quelle parole. E tuttora fatico a realizzare a quanto accaduto». Stefania è morta sul colpo dopo il violento tamponamento con un’autocisterna. «Il suo compagno sta tornando da un lungo viaggio, si trovava all’estero quando ha appreso la terribile notizia – prosegue papà Beniamino –. Sono momenti di dolore inaudito, difficile da affrontare. Tenterò di vivere nelle sue parole, nel ricordo del suo sorriso, nelle sue idee brillanti. L’ultimo grande stimolo che mi ha dato è stata l’ispirazione a scrivere un libro sulla guerra in Medioriente. Ascoltava le notizie e non riusciva a rassegnarsi a quanto stava accadendo ai bambini coinvolti nel conflitto. Mi spronava a fare qualcosa, e così ho pubblicato una raccolta di riflessioni, “La Bibbia tomo secondo”, uno stimolo per curare la malattia immortale dell’odio tra gli esseri umani. Stefania andava molto fiera di questo testo. Lei era così: particolarmente sensibile rispetto alla sofferenza altrui».

Il lavoro lasciato per la maternità

Palmieri aveva smesso di lavorare a Dolo (Venezia) nell’azienda di scarpe “Autry” lo scorso luglio. A ricordarla il titolare Roberto Doro: «Stefania era una persona solare – racconta – era la nostra manager delle risorse umane. Era arrivata qui due anni fa e si era inserita nella nostra azienda splendidamente. Era gentile con tutti e sapeva valorizzare tutte le persone a seconda delle diverse competenze. Per potersi dedicare di più alla bambina in arrivo e alla famiglia che con il compagno volevano portare avanti, aveva deciso di congedarsi da noi lo scorso luglio per poter fare pienamente la mamma per il tempo necessario e sistemarsi nel Modenese».

La gravidanza tanto desiderata

Anche il professor Giovanni Grandi, ginecologo dell’Aou di Modena, si stringe al profondo dolore della famiglia: «L’ho conosciuta e curata come paziente fino a pochi mesi fa – racconta – mentre stava cercando questa gravidanza tanto desiderata. Mi ha colpito la sua sensibilità: era una ragazza davvero brillante e positiva! Questa notizia, proprio a pochi giorni dal lieto evento, mi ha profondamente sconvolto».

I funerali nella chiesa di San Lazzaro 

I funerali avranno luogo lunedì 10 novembre nella chiesa di San Lazzaro a Modena (via Borri 90) alle 12, per poi proseguire al cimitero di Santa Maddalena a Porto Mantovano. Stefania Palmieri lascia la mamma Anna, il papà Beniamino, il fratello Gaspare con Lucia, la sorella Lucia con Giacomo, il compagno Lorenz, i nipoti Dharma, Ettore, Libero, Elia e Diana.