Gazzetta di Modena

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Il giallo

Scomparsa di Daniela Ruggi, l’ombra di una macabra messinscena sui resti umani trovati

di Giovanni Gualmini

	Daniela Ruggi e la Torre di Pignone sotto sequestro
Daniela Ruggi e la Torre di Pignone sotto sequestro

Dubbi sul ritrovamento di un teschio “datato” e di un reggiseno bianco nella Torre di Pignone, a Vitriola di Montefiorino, da due escursionisti: le indagini sono in corso

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MONTEFIORINO. Un teschio appoggiato su un reggiseno bianco. Sarebbero questi i reperti trovati alla Torre di Pignone, a Vitriola di Montefiorino. I “resti umani” e gli indumenti femminili che hanno riacceso i riflettori sulla scomparsa di Daniela Ruggi, però, potrebbero essere non una svolta nelle indagini, ma una macabra messinscena. Il teschio e il reggiseno, secondo una ricostruzione, erano appoggiati su una delle travi del tetto crollato tempo fa. Oggetti non caduti dall’alto o rotolati a caso, ma quasi “apparecchiati” per essere ben visibili. A notarli, secondo quanto è trapelato e riportato dal sito internet della trasmissione “Chi l’ha visto?”, due escursionisti di cui non sono state rese note le generalità, passati da Vitriola il primo gennaio per visitare l’antica casa-torre ormai diroccata.

Le indagini sono in corso

Su questi particolari non ci sono ancora conferme da parte delle forze dell’ordine, che hanno raccolto i reperti da sottoporre ad analisi e transennato la torre e l’area circostante, ponendola sotto sequestro penale. Un riserbo che, dopo le prime scarne informazioni, potrebbe spiegarsi con l’estrema cautela imposta dalle incongruenze emerse nel corso del sopralluogo: insomma, ci sono ombre sull’attendibilità delle tracce. A parte il teschio, descritto come “pulito” e senza capelli, non si hanno certezze sulla presenza di altri resti umani attorno o all’interno del rudere di Vitriola. Le analisi specialistiche, anche solo visive, potranno chiarire molto, già prima delle analisi del Dna: un esperto potrà stabilire l’età del cranio, almeno confermare o escludere che possa appartenere a una donna deceduta da circa quindici mesi. Se queste indiscrezione sul ritrovamento di Pignone dovessero essere confermate, tornerebbe la speranze, purtroppo sempre tenui, di ritrovare la ragazza in vita. Ma sarebbe anche la conferma che attorno alla vicenda di Daniela si muovono anche persone senza scrupoli, che “giocano” a depistare gli inquirenti.

Azioni che di fatto rallentano la ricerca della verità in una vicenda già costellata di interrogativi senza risposta, piste investigative senza esito, sensitivi con le bacchette a scandagliare il terreno, testimonianze di dubbia utilità o del tutto inopportune, tante segnalazioni senza riscontro. Non sono mancati i finti carabinieri e una loro sgangherata “indagine parallela” condotta nella zona interrogando i passanti.

Nessuna traccia dal 18 settembre 2024

Di certo, dal giorno della scomparsa di Daniela Ruggi sono passati oggi 475 giorni. La 32enne di Vitriola fu vista l’ultima volta il 18 settembre 2024 mentre usciva dall’ospedale di Sassuolo, dove era stata portata dopo un burrascoso incontro con i servizi sociali, preoccupati per le condizioni di vita e di salute della 32enne. Le stesse preoccupazioni che aveva il fratello Alberto, col quale era spesso in lite fino ad arrivare a una denuncia, poi archiviata. Una delle ipotesi sulla scomparsa, quella dell’allontanamento volontario, si basa proprio sui cattivi rapporti coi servizi e con Alberto, sul desiderio della donna di sottrarsi a ogni tipo di controllo sullo stile di vita, sulla conduzione della casa, sulle relazioni. Tutte le altre ipotesi intorno al destino di Daniela, considerato il lungo periodo in cui non ha dato notizia di sé, sono peggiori e tragiche: un incidente durante uno dei suoi tanti spostamenti, un incontro sbagliato e fatale.