Sicurezza, le Zone rosse sono state prorogate per altri 3 mesi
Confermato dal Comitato per la Sicurezza il provvedimento nelle zone più critiche Decorrenza dal 5 febbraio. Il primo bilancio: 61 allontanamenti, 8 arresti e 37 denunce
MODENA. Le Zone rosse sono state prorogate per ulteriori tre mesi a partire dal 5 febbraio. Questa la decisione del Comitato Provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica presieduto dal prefetto Fabrizia Triolo, a cui hanno preso parte stamattina, 14 gennaio, il sindaco di Modena Massimo Mezzetti, il presidente della Provincia Fabio Braglia e i vertici delle forze di polizia.
Il bilancio
Il provvedimento prefettizio, volto ad aumentare la sicurezza nelle zone più critiche della città, è entrato in vigore il 5 novembre scorso. Parliamo della stazione dei treni, l’autostazione, il parco Novi Sad e il parco XXII Aprile. Nel corso della riunione sono stati analizzati i risultati dei controlli effettuati: sono state identificate in totale 3.593 persone, di cui 1.612 italiani e 1.981 stranieri, e sono stati controllati 380 veicoli. Gli ordini di allontanamento adottati in base all’ordinanza sono stati 61, 8 le sanzioni irrogate per reiterazione, mentre gli stranieri irregolari fermati sono stati 17; 8 le persone arrestate e 37 quelle denunciate all’Autorità giudiziaria.
Le altre decisioni del Comitato
Da qui la decisione di prolungare per ulteriori tre mesi. A margine dell’incontro, il prefetto e il sindaco hanno anche sottoscritto il rinnovo del “Patto per Modena Sicura”, documento che ormai da anni si pone al centro di un modello di governo della sicurezza capace di promuovere un concorso di azioni, strategie e interventi mirati su temi di interesse comune. L’intesa, pertanto, conferma la volontà condivisa delle Istituzioni statali e locali, nel rispetto dei reciproci ruoli, ad operare con spirito di collaborazione orientato alla repressione del crimine e al miglioramento dell’efficienza operativa.
L'esperto: «Misura temporanea»
Le zone rosse, per sua natura, sono temporanee. Lo ha spiegato su queste pagine il professor Francesco Diamanti, associato di Diritto penale dell’Unimore: «La base giuridica è l’articolo 2 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza (Tupls) che autorizza il prefetto a far fronte a situazioni emergenziali. L’obiettivo è di vietare l’accesso in determinate aree urbane a persone moleste, aggressive o in contrasto con la normativa sulla migrazione. In queste aree, quindi, si intensificano i controlli: se la persona mette in atto comportamenti potenzialmente pericolosi, o se dalla verifica delle generalità si accerta che ha precedenti penali, le forze dell’ordine possono allontanarlo dal luogo delimitato. Un potere che normalmente spetta all’autorità giudiziaria», aveva concluso Diamanti.
