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L’inchiesta

Il caso dei soldi per Hamas: Abu Rawwa libero, è tornato a casa a Sassuolo

di Stefania Piscitello

	Soldi ad Hamas: Abu Rawwa scarcerato
Soldi ad Hamas: Abu Rawwa scarcerato

Il tribunale del Riesame non ha convalidato l’arresto del 52enne indagato. L’avvocato Fausto Gianelli: «Il mio assistito ringrazia la giustizia e l’Italia. Abbiamo presentato documenti contabili precisi: lui faceva solo beneficenza»

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SASSUOLO. È tornato in libertà Adel Ibrahim Salameh Abu Rawwa, il 52enne residente a Sassuolo arrestato nelle scorse settimane nell’ambito dell’inchiesta “Domino” sui presunti finanziamenti ad Hamas. Il Tribunale del Riesame ha deciso di non convalidare l’arresto e di disporre l’immediata scarcerazione dell’uomo, detenuto nel carcere di Ferrara per motivi di sicurezza.

La scarcerazione

Nel pomeriggio di ieri ha potuto fare rientro a casa, dalla moglie e dai figli. «Siamo molto contenti, è un primo passo importante», commenta l’avvocato modenese Fausto Gianelli, che assiste Abu Rawwa. «È stato un procedimento molto complesso e lo sapevamo. Oggi è stata restituita dignità a una persona». Dei sette arrestati complessivamente nell’operazione, tre sono stati scarcerati senza alcun vincolo: «Sono liberi al cento per cento, possono tornare immediatamente alle loro comunità». L’inchiesta ha avuto un forte impatto anche politico: «Il ministro dell’Interno la scorsa settimana nel corso di una conferenza – prosegue – ha dichiarato che era stata accertata la presenza di una cellula di Hamas in Italia e di un sistema di finanziamento attivo nel Nord-Est». «All’inizio – ricorda Gianelli – anche esponenti del governo avevano parlato di una cellula finanziatrice. Attendiamo di leggere le motivazioni». Gianelli assiste anche Albustanji Riyad Abdelrahim Jaber, arrestato a Bologna: per lui è stato confermato il carcere, così come per Mohammad Mahmoud Ahmad Hannoun, presidente dell’Abspp.

La vicenda

Al centro della posizione di Abu Rawwa – che lavorava come dipendente dell’associazione Abspp, ed era impegnato nelle raccolte fondi per aiutare il popolo palestinese – vi era il ritrovamento di 560mila euro in contanti custoditi in un garage. Secondo la difesa, si tratta di fondi di provenienza lecita: «Teneva una contabilità precisa: a Gaza, come abbiamo dimostrato anche con un report delle Nazioni Unite, non entrano bonifici. Quindi loro quando potevano portare aiuti in cibo e denaro contante». Il focus si sposta poi sul patrimonio immobiliare: «Abbiamo dimostrato con documentazione puntuale che Abu Rawwa è un immobiliarista – spiega l’avvocato –. Nel 2021 ha venduto l’intero patrimonio immobiliare della sua famiglia in Giordania: da quell’operazione sono arrivati 680mila euro con un bonifico regolarmente controllato, con verifiche antiriciclaggio già effettuate». La difesa avrebbe inoltre dimostrato che tutti gli immobili in suo possesso – da visura catastale una settantina tra Modena e Reggio – erano stati acquistati all’asta: immobili di dimensioni non grandi, comprati per somme non ingenti. «Quello che guadagna – ha evidenziato il legale – lo invia per circa l’80 per cento alla famiglia in Giordania, non lo tiene tutto per sé». Abu Rawwa, oltre all’attività immobiliare, raccoglieva fondi destinati a iniziative di solidarietà per l’Abspp. «Era il collettore delle donazioni provenienti dal Nord Est – afferma Gianelli –. Teneva una contabilità precisa, con registri di entrate e uscite. Il denaro veniva inviato a organizzazioni di beneficenza che operavano a Gaza. Non ha mai trattenuto un centesimo per sé. Se poi parte di quei fondi sia stata utilizzata impropriamente da terzi, questo sarà oggetto del processo». L’avvocato sottolinea anche l’impatto umano della detenzione: «È rimasto in isolamento, traumatizzato. Ha potuto parlare solo con me. Oggi ha ringraziato la giustizia e l’Italia, dicendo di essersi sempre sentito accolto in questo Paese». Diversa la posizione dell’altro assistito di Gianelli, l’imam arrestato a Bologna, per il quale il Riesame ha confermato la misura cautelare. «Attendiamo le motivazioni – spiega il legale – ma a questo punto presenteremo ricorso in Cassazione». In totale, gli indagati sono nove: di questi, uno si troverebbe a Gaza e uno in Turchia. «Accogliamo con favore la decisione su Abu Rawwa – conclude Gianelli – e ribadiamo l’invito alla cautela. Oggi è una bella giornata: lui non aveva mai avuto un procedimento penale di polizia».

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