Aggressioni, degrado e insicurezza, il sindaco ai cittadini: «Mi prendo cura delle vostre paure»
Le parole di Mezzetti nel corso dell’assemblea pubblica organizzata nel salone parrocchiale di Gesù Redentore a Modena con circa 200 persone: «La riqualificazione serve a restituire spazi sicuri ai nostri giovani»
MODENA. Circa 200 persone hanno partecipato ieri sera – mercoledì 21 gennaio – all’assemblea pubblica che si è tenuta presso la chiesa del Gesù Redentore di via Leonardo da Vinci. L’incontro, organizzato da un gruppo di genitori con il titolo “#noireagiamo un anno dopo, punto della situazione sicurezza in città”, ha visto la presenza del sindaco Massimo Mezzetti, dell’assessora alla Sicurezza Alessandra Camporota, dell’assessora all’Istruzione Federica Venturelli e dell’assessora alla Sanità Francesca Maletti, insieme ai rappresentanti delle forze dell’ordine, al comandante della polizia locale Alberto Sola e ai referenti dell’ufficio scolastico comunale.
L’incontro
L’assemblea rappresentava la seconda edizione dell’iniziativa, dopo quella del 5 dicembre dello scorso anno, quando il confronto sul tema della sicurezza si era acceso nei confronti dell’amministrazione comunale, con richieste di interventi immediati. Questa volta il clima è apparso più disteso: i rappresentanti dell’ufficio scolastico comunale e il comandante della polizia locale hanno illustrato le azioni messe in campo dall’amministrazione per garantire maggiore sicurezza ai cittadini. «Il problema della sicurezza in città esiste», ha affermato il sindaco Mezzetti, sollecitato dall’avvocata Chiara Costetti, tra le organizzatrici della serata, che ha chiesto al primo cittadino le ragioni della scelta di nominare un’assessora alla Sicurezza. «Se un cittadino ha paura, io devo prendermene cura. Allo stesso modo, se un ragazzo commette dei crimini, non basta reprimere e dirgli che non lo deve fare: è necessario attivare strumenti di prevenzione e, allo stesso tempo, educarlo», ha spiegato il sindaco. Mezzetti, insieme al comandante Sola, ha quindi annunciato l’avvio, a partire da lunedì prossimo, del progetto “School tutor”: professionisti di un’agenzia di sicurezza certificata dalla Prefettura che presidieranno, dalle 11.30 alle 14.30, alcune delle aree scolastiche considerate più critiche della città, tra cui il Polo Leonardo, piazzale Aldo Moro, viale Corassori e l’Istituto Barozzi.
Gli interventi
Numerosi i temi sollevati dal pubblico. Si è parlato della presenza dei senza tetto, alcuni dei quali dormirebbero nei loculi del cimitero, e della condizione di persone – «per la maggior parte di origine tunisina», hanno riferito più interventi – chiedendo al sindaco quali percorsi vengano messi in atto per coinvolgere maggiormente queste persone straniere che , se lasciate di casa delinquono, durante la giornata. In sala erano presenti anche genitori di ragazzi vittime di aggressioni: «Mio figlio è stato aggredito più volte davanti al Wiligelmo, ora ha paura ad uscire», ha raccontato una madre. È stato inoltre affrontato il tema delle aree degradate e poco illuminate della città. «Abito in via Corsini, quella zona è troppo buia: la mia vicina di casa è stata scippata», ha riferito una residente della zona. Il dibattito si è poi acceso sull’accoglienza agli stranieri e sulla percezione diffusa che, nonostante reati commessi quasi quotidianamente, non vi sia una reale certezza della pena. «Questo è un grosso problema, sul quale però non possiamo fare nulla», ha detto il sindaco. L’assemblea si è conclusa con alcune proposte concrete avanzate dalle organizzatrici. «Crediamo che la sicurezza passi anche dall’urbanistica – hanno spiegato –. Chiediamo una riqualificazione dell’area del Novi Sad, valutando una trasformazione permanente con servizi e attività dedicate ai giovani. Servono spazi dove i ragazzi possano trascorrere il tempo libero nel pomeriggio e chiediamo l’istituzione di un poliziotto di quartiere, che conosca il territorio. La sicurezza deve essere sartoriale, adattata a spazi e luoghi che presentano problematiche molto diverse tra loro».
