Ha ucciso la figlia a martellate: Eros Canepari è morto 23 giorni dopo
Il giudice dopo l’interrogatorio di garanzia aveva disposto per lui il trasferimento in un ospedale psichiatrico giudiziario, trasferimento che però non era stato ancora fatto. Si è spento nel carcere di Sant’Anna per un malore
MODENA. Eros Canepari è morto poco più di tre settimane dopo aver ucciso la figlia. L’89enne dal 4 gennaio – il giorno in cui si è consumata la tragedia famigliare di cui è rimasta vittima la 63enne Monica – era nel carcere di Sant’Anna. In una condizione estremamente delicata dal punto di vista mentale, tanto che il giudice dopo l’interrogatorio di garanzia aveva disposto per lui il trasferimento in un ospedale psichiatrico giudiziario, al fine di accertare le sue condizioni cliniche, per un periodo non superiore ai 30 giorni. Trasferimento che però non era stato ancora fatto, in attesa di trovare una struttura idonea. E al Sant’Anna lunedì l’89enne, che ora versava in condizioni anche fisiche complesse, ha accusato un malore che ha richiesto il trasferimento all’ospedale di Baggiovara, dove si è spento ieri, 27 gennaio, in tarda mattinata. La salma è libera: oggi, 28 gennaio, dovrebbe essere stabilita la data del funerale.
La tragedia domestica
La morte del reo porta inevitabilmente alla chiusura della vicenda giudiziaria che si è drammaticamente aperta il 4 gennaio, e che ha portato all’arresto dell’89enne da parte dei carabinieri con la gravissima accusa di omicidio volontario aggravato. Era una domenica pomeriggio, tutto è successo a Castelnuovo in un appartamento al piano terra al civico 43 di via per Formigine, dove l’anziano viveva con la moglie 87enne, anche lei in precarie condizioni di salute, e la figlia Monica, che accudiva entrambi i genitori. Pare che da tempo ci fossero problemi in casa per le condizioni dell’89enne, che era in cura in un Centro di salute mentale. Quel giorno, per motivi ancora da chiarire, è scoppiata una furibonda lite tra lui e la figlia, con un epilogo terribile: lui l’ha inseguita con un martello ed è riuscito a raggiungerla in cortile, dove l’ha colpita a morte. Inutili i soccorsi. L’anziano, a fronte delle condizioni in cui venne trovato, fu portato in stato di arresto all’ospedale di Baggiovara. Poi dopo le cure per trattare la fase acuta delle sue problematiche, ci fu il trasferimento in carcere.
Il quadro psichico
Nell’interrogatorio di garanzia davanti al giudice, nonostante fosse assistito dal suo avvocato (Elisa Baldaccini), l’uomo evidenziò subito una notevole difficoltà anche solo a rendersi conto di quello che era successo. Non fu in grado nemmeno di dire al giudice il luogo in cui era nato. L’interrogatorio si arrestò quindi alle domande preliminari: impossibile addentrarsi nei fatti. Lui non disse una parola sulla figlia. Evidente la necessità di una perizia psichiatrica. Al Sant’Anna era stato quindi messo in osservazione per compilare una relazione sul suo stato di salute in base alla quale si sarebbe individuato l’ospedale psichiatrico giudiziario in cui inviarlo. Ma le condizioni fisiche sono precipitate prima.
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