Uccisa dal padre. A Modena l’ultimo saluto a Monica Canepari: «Addio, la tua memoria vive»
Castelnuovo Il funerale di Monica Canepari, la 63enne morta per le martellate
CASTELNUOVO Si è tenuto ieri alle camere ardenti del Policlinico di Modena il funerale di Monica Canepari, uccisa dal padre Eros a martellate nella casa in cui vivevano a Castelnuovo domenica scorsa.
“Sopravviva la sua immagine nella memoria di quanti l’ebbero cara”: è il messaggio inciso dai parenti sull’epigrafe, tutti riuniti ieri nell’estremo saluto alla 63enne, vittima di una tragedia che ha sconvolto l’intera provincia. La sua salma era stata liberata venerdì pomeriggio a seguito dell’esame autoptico, in cui sono stati riscontrate decine di colpi sul corpo e sulla testa della vittima.
Perizia psichiatrica per il padre
Dopo l’arresto, per il padre 89enne Eros, al termine dell’udienza di convalida di mercoledì, è stato disposto il suo in un ospedale psichiatrico giudiziario. È stato un interrogatorio “difficile”: Eros è affetto da una grave forma di demenza senile e ha manifestato serie difficoltà di colloquio, anche nella semplice fase iniziale di accertamento delle generalità. Pare che non sia stato neanche in grado di indicare il luogo in cui è nato. Si faceva fatica in certi momenti a capire le sue parole. Non è stato quindi possibile addentrarsi nei fatti che gli sono stati contestati.
L’uomo non ha detto una parola sulla figlia che accudiva quotidianamente lui così come la madre, anche lei in precarie condizioni di salute. Da qui la necessità della perizia psichiatrica, sottolineata (ma ancora non richiesta formalmente) anche dall’avvocato Elisa Baldaccini: «L’impressione - ha sottolineato il legale - è che non ricordi nulla di quanto accaduto, che non si sia reso conto di quello che è successo. Servirà senz’altro una valutazione psichiatrica per accertare le sue condizioni».
Convalida dell’arresto
Il giudice ha convalidato l’arresto eseguito dai carabinieri domenica in quasi flagranza di reato, confermando poi il carcere ma disponendo il trasferimento dell’89enne presso un ospedale psichiatrico giudiziario, al fine di accertare le sue condizioni cliniche, per un periodo non superiore a 30 giorni. Valutazioni che poi saranno fondamentali per stabilire la sua capacità di intendere e volere, quindi di sostenere un eventuale processo.
Rimane lo sconcerto per quanto accaduto domenica in via per Formigine: l’allarme era stato lanciato dai vicini, che avevano udito le grida di Monica. La 63enne era stata colpita a seguito di una lite, a causa probabilmente di un raptus dell’89enne. Il corpo della donna è stato ritrovato in cortile davanti alla porta di casa.
