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Le indagini

Caso Ruggi, possibile svolta: il dna del teschio è compatibile con Daniela

di Daniele Montanari
Caso Ruggi, possibile svolta: il dna del teschio è compatibile con Daniela

Clamorosi primi riscontri dall’esame del Dna sui resti trovati alla Torre di Pignone. C’è un significativo grado di conformità con quello della ragazza scomparsa nel 2024

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MONTEFIORINO. Un grado di compatibilità significativo tra il Dna ritrovato sul teschio rinvenuto alla torre di Pignone e Daniela Ruggi.

Svolta clamorosa

È il primo clamoroso riscontro dagli esami condotti a Modena in Medicina legale sui resti trovati il 1° gennaio da due escursionisti a Vitriola presso la torre diroccata. Di primo riscontro si tratta, nell’ambito di un’indagine in cui vige il più assoluto riserbo. Ma già così è una bomba nelle indagini sulla 32enne scomparsa proprio da Vitriola – e quindi a poche centinaia di metri dal luogo del ritrovamento – il 18 settembre 2024. C’è un grado significativo di riscontro, in questa fase, per ipotizzare che quel teschio sia il suo.

Gli esami

Gli esami condotti dall’equipe di specialisti del Policlinico sono stati estremamente minuziosi. Ed è per questo che anche solo i primi elementi di compatibilità assumono un valore particolarmente importante. In laboratorio è stato accertato che è il teschio appartenente a una donna, e già questo era un elemento di rilievo. Poi è stato fatto il raffronto con il Dna di Daniela: sia tramite i campioni prelevati presso la sua abitazione, sia tramite il prelievo sulla madre Margherita, la consanguinea diretta. E il match, da quanto trapela, ha dato un esito di compatibilità tra i due Dna.

Possibile morte “recente”

Un risultato per molti versi sorprendente: a un primo riscontro le condizioni del teschio facevano pensare ai resti di una morte avvenuta da parecchio tempo. Non da 15 mesi, come sarebbe nell’ipotesi peggiore: che Daniela sia morta lo stesso giorno della scomparsa. E invece a quanto pare è proprio così: è un teschio da morte “recente”. Ha subito accelerazioni esterne per essere così consumato? Al momento può essere solo un’ipotesi. Quel che è certo è che, se davvero questi primi riscontri fossero confermati, scatteranno sicuramente altre ricerche e altre ispezioni approfondite alla Torre di Pignone. Andrà scandagliata in ogni angolo, andranno rimosse le macerie del tetto caduto e le pietre. Una ricerca particolarmente complessa e rischiosa, visto lo stato della torre: sicuramente serviranno anche squadre specializzate di vigili del fuoco. Alla torre però erano già stati fatti sopralluoghi, e non era emerso nulla. Se davvero si tratta dei resti di Daniela, potrebbero essere stati nascosti per poi emergere a seguito del collo del piano. Oppure potrebbero essere stati portati lì dopo? Domande su domande, nel giallo che potrebbe essere arrivato al primo punto fermo.