Gazzetta di Modena

Modena

Il giallo

Dopo l’esito del Dna, nuovo sopralluogo
per trovare il resto del corpo di Daniela

Daniele Montanari
Dopo l’esito del Dna, nuovo sopralluogo<br />
per trovare il resto del corpo di Daniela<br type="_moz" />

Pm, carabinieri e vigili del fuoco ieri alla Torre di Vitriola: prende quota l’ipotesi omicidio

3 MINUTI DI LETTURA





i Daniele Montanari

Adesso la Torre di Pignone sarà passata a setaccio. Sarà un’operazione molto complessa, con anche certi rischi, e andrà studiata bene.

Il nuovo sopralluogo

È a questo scopo che Procura, carabinieri e vigili del fuoco hanno effettuato ieri mattina un nuovo sopralluogo a Vitriola alla Torre di Pignone. Sopralluogo arrivato all’indomani dei risultati delle analisi del Dna sul teschio ritrovato il 1° gennaio alla torre (assieme a un reggiseno e pare ad alcuni capelli), che hanno dato la certezza che si tratta purtroppo proprio di quello di Daniela Ruggi, la 32enne scomparsa da Vitriola il 18 settembre 2024.

Era un’attività già programmata dopo il primo sopralluogo del 10 gennaio scorso, ma chiaramente ha assunto una valenza ancora più grande dopo i risultati del Dna che hanno messo un punto fermo in una vicenda finora avvolta dalla più totale incertezza. E infatti rispetto a quel sopralluogo sono intervenute molte più persone, ed è durato di più: circa due ore, a dalle 10 a mezzogiorno.

Un sopralluogo in un’area “del mistero” più grande. Venerdì infatti è stata ampliata la zona sottoposta a sequestro: non più solo la torre ma anche una porzione di terreno del raggio di una ventina di metri tutto intorno. Un ampliamento disposto evidentemente alla luce degli esiti del Dna: per cercare il resto dello scheletro di Daniela, bisognerà anche scavare nel terreno, oltre che tra le macerie della torre.

Di questo pm e carabinieri (di Modena e della Compagnia di Pavullo) hanno parlato ieri con i vigili del fuoco (di Modena e di Piacenza), che hanno sottolineato la delicatezza dell’intervento su una torre che ha già visto il collasso del tetto e di un piano: potrebbe avere ulteriori cedimenti appena si smuove qualcosa, saranno ricerche da fare con la massima attenzione, e prudenza.

Ma ricerche da fare assolutamente, e nel più breve tempo possibile, per vedere se sotto le macerie della torre ci sono altre ossa di Daniela. Per ricomporre la salma di questa povera ragazza andata incontro a una tragedia, quale sia stata la causa di morte. E per cercare qualsiasi elemento utile a dare una risposta alla dinamica di quella morte.

La indagini

Chiaro che l’attribuzione del teschio svolta tutta l’indagine. Adesso è chiaro che la chiave della scomparsa non va cercata lontano ma qui, a Vitriola. E andranno riconsiderati tutti gli scenari alla luce di una certezza: non si cerca più una persona viva, si cercano spiegazioni su una morte. Sul posto ieri mattina c’erano entrambi i pm coinvolti nelle vicende di Vitriola: il pm Laura Galli titolare del primo fascicolo sulla scomparsa, e il pm Marco Niccolini a cui sono state affidate le indagini sul teschio. Ora che è stato ricondotto a Daniela, i due fascicoli verranno con tutta probabilità uniti, con una nuova ipotesi di reato. Sarà la Procura a fare le sue valutazioni sulla base degli elementi che emergeranno, ma l’ipotesi più probabile è che sia aperto per omicidio.

Gli scenari infatti sono sostanzialmente due. Il primo è che qualcuno dopo aver ucciso Daniela ne abbia portato i resti alla torre. Per nasconderli? Sì e no. Perché in verità il modo con cui si è presentato il teschio – in bella vista su una trave – fa pensare che qualcuno volesse che fosse trovato. L’altra ipotesi è che Daniela, che non voleva essere seguita dai servizi sociali né da nessuno, abbia cercato di nascondersi nella torre, dove poi ha trovato la morte magari per la caduta di qualche pietra. Se così fosse però stupirebbe molto il fatto che nulla sia stato trovato nei precedenti sopralluoghi che erano stati fatti durante le ricerche, anche nella torre. Se hanno trovato il teschio due escursionisti incuriositi sbirciando dentro, non avrebbero dovuto trovarlo a maggior ragione dei ricercatori? La sensazione – e anche qualcosa di più – è che il teschio comunque sia finito nelle mani di qualcuno.

Comunque sia andata, c’è l’urgenza di scavare, per trovare delle risposte. l