Daniela Ruggi, anche Roberta Bruzzone crede all’incidente: «Faccio fatica a pensare a un omicidio»
Il commento della nota criminologa e psicologa dopo l’esame del Dna sui resti ritrovati alla Torre di Pignone. L’avvocato del fratello di Daniela: «Escludo categoricamente che possa essere indagato»
MONTEFIORINO. «Io faccio ancora fatica a parlare di omicidio». A dirlo su Rai 1 a “La Vita in Diretta” è stata Roberta Bruzzone, la nota criminologa e psicologa, commentando gli ultimi sviluppi sul caso di Daniela Ruggi. L’esperta ha fatto le stesse considerazioni che aveva espresso la Gazzetta di Modena dopo aver appreso un particolare ritenuto fondamentale: che il teschio di Daniela è stato posto sulla trave dagli stessi escursionisti che l’avevano trovato. Non da un esterno che lo ha voluto fare ritrovare. In origine era a terra, tra le macerie. È dunque possibile che Daniela si fosse rifugiata nella torre e che lì sia morta per la caduta di un detrito, a seguito di un ulteriore cedimento della struttura. Non ci sarebbe dunque nessun omicidio.
Le parole di Bruzzone
«Io faccio ancora fatica a parlare di omicidio – ha detto la Bruzzone – dobbiamo ricostruire lo stato mentale della ragazza all’epoca dei fatti. Daniela era preoccupata, perché di lei si stavano occupando i servizi sociali in maniera da lei percepita come invasiva. Quella torre è un ambiente molto pericolante: le può essere caduta in testa una tegola, o qualsiasi altro elemento della struttura. Potrebbe essere morta a seguito di un evento assolutamente accidentale. E lì il corpo si è poi decomposto. È un luogo in cui la fauna selvatica poteva avere accesso. La distribuzione dei resti in maniera così anomala potrebbe essere compatibile con l’intervento della fauna». Ma se così è, perché il corpo non è stato trovato prima? «Bisogna capire come sono state fatte le perlustrazioni» ha osservato. Ieri intanto i carabinieri sono tornati alla torre per un sopralluogo.
L’avvocata del fratello
Era presente anche l’avvocato Deborah De Cicco, che tutela Alberto Ruggi, il fratello di Daniela. «Escludo in maniera categorica – ha detto – che il mio assistito possa essere iscritto nel registro degli indagati per un eventuale coinvolgimento nella scomparsa di Daniela, o in un’ipotesi di natura omicidiaria».
© RIPRODUZIONE RISERVATA
