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Il caso

Affitto disdetto all’improvviso: più di cento famiglie in ansia

di Paola Ducci

	Le palazzine del Parco Estense
Le palazzine del Parco Estense

Cresce la preoccupazione degli inquilini delle cinque palazzine che compongono in Parco Estense in via Nilde Iotti a Modena, comparto di Edilizia residenziale sociale. Ma il Comune rassicura: «Cercheremo di fare da garante contattando la proprietà»

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MODENA. Sono sempre più preoccupati gli inquilini delle cinque palazzine che compongono il Parco Estense di via Nilde Iotti a Modena, comparto di Edilizia residenziale sociale (Ers) della zona Vaciglio.

Cos’è successo

A partire dallo scorso Natale, le famiglie che vi risiedono si stanno vedendo recapitare lettere di “Disdetta contratto di locazione”, dalla proprietà, il “Fondo investire Sgr”, un fondo di investimento la cui sede legale è a Roma e con cui risulta assai difficoltoso interloquire. Gli inquilini, che a partire dal 2022 avevano firmato un primo contratto di locazione di cinque anni (3+2), con però la certezza (salvo casi particolari), di un tacito rinnovo per altri 10 anni, ora si trovano con in mano queste lettere (a un anno esatto dalla scadenza effettiva dei primi cinque anni di contratto), senza avere avuto nessuna rassicurazione da parte del Fondo investire Sgr (che non risponde alle mail e alle telefonate di nessuno) di un rinnovo allo scadere. Il Parco Estense si compone di 124 alloggi (20 dei quali sono in locazione al Comune di Modena), tutti affittati, con prezzi calmierati, a famiglie che avevano partecipato al bando del Comune. In questi vivono 326 persone, tra cui 50 bambini e 15 persone con disabilità più o meno grave.

L’intervento di Andrea Mazzi

A prendersi a cuore questa situazione di incertezza che ormai da quasi due mesi pervade queste famiglie, è il consigliere comunale Andrea Mazzi, capogruppo di “Modena in ascolto” che già lo scorso agosto aveva fatto un’ interrogazione consigliare riguardo a problematiche gestionali degli alloggi Ers di Vaciglio (ad oggi non discussa)«che fin dall’inizio – ha specificato Mazzi – hanno presentato numerosi problemi sia di tipo manutentivo (ascensori più volte rotti, problemi di acqua calda, infiltrazioni, mancanza di apertura nei vani scala che rimangono al buio e cancelli rotti per accesso alle aree interrate), che di sicurezza della zona con persone poco raccomandabili che si aggirano a tutte le ore del giorno e della notte. «Il Comparto Vaciglio è stata un'operazione di Housing sociale – continua il capogruppo Mazzi – e ora gli inquilini si trovano in uno stato di incertezza totale senza che nessuno dia loro una conferma abitativa per i prossimi 10 anni. L'obiettivo di questi interventi è rispondere alle esigenze abitative della famiglie a reddito medio-basso. Si tratta di famiglie giovani o fragili che pagano un affitto un po' più basso della media del mercato selezionati sulla base di specifici criteri. Gli edifici – puntualizza ancora Mazzi – dopo la realizzazione a cura di note imprese di costruzioni modenesi, sono stati ceduti in blocco al Fondo Emilia Romagna Social Housing, un Fondo comune di investimento gestito da Fondo Investire Sgr, una Società di gestione del risparmio che opera nel settore immobiliare facente parte di un gruppo bancario. Il fondo è partecipato anche dalla Fondazione di Modena e dal Fondo Investimenti per l’Abitare gestito da Cassa Depositi e Prestiti, una delle principali istituzioni finanziarie dello Stato italiano. Ma nel Parco Estense sono stati riscontrati negli anni problemi legati alla costruzione e ora non si sa se i contratti di affitto verranno rinnovati».

La posizione del Comune

Rassicurazioni però arrivano dall’assessora alle Politiche abitative e al Piano per la casa, la vicesindaca Francesca Maletti. «Nessun contratto verrà interrotto: l’accordo stipulato con Parco Estense prevede un vincolo di 15 anni, che non sono ancora passati. Quello che presumibilmente succederà alla scadenza dei primi contratti stipulati, ovvero tra gennaio e marzo 2027 – spiega – è che vengano rivisti i contratti di locazione con un leggero rialzo dei canoni di affitto sulla base degli accordi territoriali che, nel tempo, hanno avuto un’evoluzione in crescita, come accade di consueto». La vicesindaca Maletti comprende però molto bene la preoccupazione delle persone. «La preoccupazione degli inquilini è comprensibile, così come è discutibile la scelta della proprietà di inviare lettere di disdetta sotto Natale e con un anticipo che oscilla tra i 13 e i 15 mesi – conclude – Il Comune, dalla sua, sta cercando di mettersi in contatto con la proprietà per farsi garante di questa situazione. Allo stesso modo siamo in contatto, già dall’invio delle prime lettere, con i sindacati degli inquilini: tutelare il diritto all’abitare è la nostra priorità».

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