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Fondazione di Modena, l’ex dipendente ha rubato più di un milione: «Un disonesto, recupereremo tutto»

di Luca Gardinale

	Matteo Tiezzi, presidente della Fondazione di Modena
Matteo Tiezzi, presidente della Fondazione di Modena

Illustrate le cifre precise dell'ammanco e le modalità con cui i soldi sono stati sottratti dalle casse. Il presidente Matteo Tiezzi: «Oltre 800 bonifici da meno di 1.500 euro in 7 anni, così era riuscito ad eludere i controlli»

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MODENA. Pensa che fatti gravi meritino parole chiare. E allora ricorda che «un disonesto ha rubato, un ex dipendente che godeva di piena fiducia da parte nostra. E noi siamo qui per riferire con rigore quello che sappiamo, quando lo abbiamo saputo e quello che stiamo facendo». Matteo Tiezzi, presidente della Fondazione di Modena, affronta il caso dell’ammanco emerso nei conti dell’ente a metà ottobre scorso. Un incontro d’urgenza con la stampa che ha visto Tiezzi parlare dalla sede della Fondazione in via Emilia centro, affiancato dal direttore generale Luigi Benedetti e dalla vicepresidente Eleonora De Marco.

I numeri

Per prima cosa, i numeri: come emerso dalla verifica interna chiesta dalla Fondazione a Kpmg, nell’arco di tempo compreso tra gennaio 2019 e fine ottobre 2025, sono stati individuati 807 bonifici irregolari, per un totale di un milione e 162.810 euro sottratti alle casse della Fondazione. «La verifica – spiega Tiezzi – ha richiesto un’analisi puntuale su un perimetro ampio sotto diversi punti di vista: 1° gennaio 2019 - 31 ottobre 2025 il periodo preso in considerazione, 16 conti correnti bancari, 5 carte di credito/debito e la cassa contanti». Al termine degli approfondimenti, sono state individuate 10.819 operazioni “in scope” (ossia rilevanti per trovare/riscontrare eventuali irregolarità), sottoposte a verifiche mirate: riscontro degli Iban di destinazione con la documentazione di spesa, confronto degli importi con fatture e altri documenti, analisi delle causali e controlli sulla documentazione contrattuale. È stata inoltre esaminata la rendicontazione della cassa contanti e la relativa documentazione giustificativa. Dalle risultanze preliminari dell’incarico emerge che, dei 16 conti correnti esaminati, 3 sono risultati interessati dall’attività illecita (uno in forma marginale, uno in forma intermedia, uno in forma prioritaria). «L’ammontare dei fondi oggetto di distrazione – conferma il presidente – è pari a un milione e 162.810 euro, riferito a 807 bonifici in uscita. I dati indicano, inoltre, che le distrazioni si sono sviluppate lungo l’intero periodo considerato, con un andamento crescente e importi sensibilmente maggiori nel 2024 e nel corso del 2025; l’ultima operazione risulta datata 13 ottobre 2025, il giorno precedente la sospensione dal lavoro dell’indagato» (poi licenziato, ndr).

Il modus operandi

Le movimentazioni fraudolente risultano indirizzate verso 8 destinazioni differenti; è stato riscontrato l’utilizzo di artifici e tecniche contabili complesse, con l’evidente finalità di rendere meno agevole l’individuazione delle operazioni disoneste. In particolare, il dipendente infedele eseguiva bonifici verso “l’esterno”, comprando beni o servizi, ma faceva anche pagamenti verso il suo stesso conto corrente. Operazioni per somme mediamente contenute – la media è di 1.440 euro a bonifico – soprattutto se paragonate a un ente che ha un bilancio di circa 33 milioni: proprio questo aspetto, fa notare Tiezzi, ha permesso di eludere i controlli e portare avanti l’attività fraudolenta. «Quello che è certo - aggiunge il presidente - è che non siamo di fronte a un errore, ma a un’azione intenzionale. Quello che sappiamo, insomma, è che i soldi ce li ha rubati lui, e lui ce li deve restituire». Ma come sarà possibile recuperare quel denaro? «Noi - riprende Tiezzi - abbiamo fatto immediata istanza di sequestro delle somme individuate e abbiamo già avviato le azioni necessarie al recupero delle somme. E forse sono presuntuoso, ma sono ottimista sul recupero di quei soldi».

Dimissioni? «No»

Quindi, dopo aver ricordato che «le verifiche condotte non hanno evidenziato coinvolgimenti diretti o indiretti di altri soggetti interni alla Fondazione, che è parte lesa», il presidente ha replicato alle domande sulle richieste di dimissioni arrivate dalla politica: «Io mi sono confrontato con tutti i nostri stakeholder, perché le responsabilità istituzionali le ho verso di loro, e nessuno mi ha posto il tema. Anzi, da tutti ho ricevuto segnali di attesa e rispetto per il lavoro che stiamo facendo».